La nuova guerra nel Golfo rischia di avere effetti pesanti anche per i consumatori svizzeri. Il rincaro del petrolio si riflette infatti direttamente sul prezzo della benzina e dell’olio combustibile. Per questo il consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi Lorenzo Quadri ha presentato un’interpellanza al Consiglio federale chiedendo misure immediate per alleggerire il carico fiscale sui carburanti.
Attualmente, su ogni litro di benzina venduto alla pompa in Svizzera, il peso delle imposte ammonta a circa 77 centesimi. Nel 2024 la Confederazione ha incassato 2,63 miliardi di franchi dall’imposta sugli oli minerali. Quasi la metà di questo gettito finisce direttamente nelle casse generali della Confederazione, mentre il resto alimenta il fondo per il traffico stradale. A queste imposte si aggiunge inoltre l’IVA.
Secondo Quadri, proprio su questa parte del gettito federale esiste un margine di manovra per intervenire rapidamente. L’interpellanza chiede infatti se il Consiglio federale non ritenga opportuno rinunciare temporaneamente a una quota dell’imposta sugli oli minerali destinata alle casse generali, così da attenuare l’impatto del rincaro sui consumatori.
Un ragionamento analogo riguarda l’olio da riscaldamento. In questo caso entra in gioco la tassa sul CO₂, che attualmente ammonta a 120 franchi per tonnellata. Anche qui Quadri propone di ridurre almeno temporaneamente una parte del prelievo – in particolare la quota destinata a scopi climatici – per contenere il costo del riscaldamento per le economie domestiche.
Fonte: Interpellanza al Consiglio federale del Consigliere nazionale Lorenzo Quadri






