Quella di lunedì scorso (26 gennaio ndr) resterà agli atti come una delle giornate parlamentari più inutili degli ultimi anni. Per ore il Gran Consiglio ticinese ha discusso sull’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta (CPI) sul cosiddetto “caso Hospita”. Il dibattito, durato tutta la giornata, ha monopolizzato i lavori dell’assemblea, sottraendo tempo, energie e risorse a questioni che invece importano davvero ai cittadini.
Con 66 voti favorevoli e 15 contrari, i deputati hanno deciso di dare il via libera alla CP. La commissione sarà composta da sei membri, scelti tra vari partiti.
Nella sostanza, molti elettori si saranno chiesti: perché un intero Parlamento ha sprecato un’intera giornata su una questione di cui, realisticamente, alla popolazione ticinese non frega nulla? I numeri parlano chiaro: con un’agenda politica piena di sfide concrete, dalla sanità alla sicurezza, dalle infrastrutture ai servizi sociali, l’occupazione totale dell’aula su un dossier dai contorni politici e giudiziari nebulosi appare inutile.
É chiaro che gran parte del dibattito è stato usato e sarà utilizzato come palcoscenico pre-elettorale per attaccare la Lega dei Ticinesi, e che alla CPI ha scelto di non partecipareproponendo peró una misura in cui fossero dei tecnici ad occuparsi della questione e non dei parlamentari.
Siamo critici per la creazione della CPI perché temiamo la trasformazione dell’inchiesta in una “gara politica”, più utile a chi vuole ottenere visibilità e punti in vista delle prossime elezioni che a chiunque altro.
Quel che è certo è che questa scelta comporterà costi per le casse pubbliche, in termini di ore di lavoro parlamentare, segreterie e risorse di supporto, senza alcuna garanzia che l’operazione porterà chiarezza ai cittadini o benefici concreti alla nostra collettività. In un momento in cui molte esigenze reali rimangono in sospeso, la percezione che il parlamento sia più impegnato a fare rumore che a risolvere problemi concreti rischia di aumentare la sfiducia nelle istituzioni e non migliorarla come dicono i favorevoli alla CPI.
E questo, francamente, è un lusso che il Ticino non può più permettersi.
ANDREA SANVIDO
Vice capo gruppo Lega





