CPI - La “Commissione parlamentare di inchiesta sul caso Hospita” viene liquidata da Lorenzo Quadri come «un imbarazzante teatrino» e «un sordido tentativo di mettere sotto processo la Lega a scopo di campagna elettorale». Una messa in scena che, secondo il consigliere nazionale, conferma «come la perniciosa ipermediatizzazione della politichetta cantonticinese danneggi il Paese».
Secondo Quadri, la CPI non è destinata a produrre risultati concreti: «La CPI (che non caverà un ragno dal buco) esiste solo perché dà ai politicanti la possibilità di mettere fuori la faccia sui giornali e soprattutto in TV, così l’ego si gonfia». Senza questo ritorno mediatico, aggiunge, «nessuno si sarebbe sognato di chiederla né di crearla».
Nel mirino finisce anche la RSI, descritta come «sovradimensionata» e ridotta «a correre dietro ai granconsiglieri per riempirsi i palinsesti». Un meccanismo che, sempre nelle parole di Quadri, fa dilagare «la politichetta autoreferenziale sul nulla», premiando lo scontro sterile perché «più litigiosa e inconcludente è, meglio è: altrimenti non fa audience». Mentre CPI e polemiche occupano spazio mediatico, resta il vuoto sui temi concreti: «E i problemi del Cantone non se li fila nessuno».





