Svizzera, 30 gennaio 2026

Immigrazione incontrollata e scuola ideologica: l’UDC lancia l’allarme sulla scuola dell’obbligo

Secondo l’UDC Svizzera, il sistema educativo è in piena crisi: calano le competenze di base, aumentano violenza e allievi allofoni. Presentato un nuovo documento per “salvare” la scuola dell’obbligo.

La Svizzera, un tempo modello educativo, oggi mostra crepe sempre più evidenti nella scuola dell’obbligo. Un diplomato su quattro non è più in grado di leggere e comprendere testi semplici, mentre anche la matematica di base non è più garantita. È il quadro tracciato dall’UDC Svizzera durante l’assemblea dei delegati a Näfels.
 

Il presidente del partito Marcel Dettling ha parlato senza giri di parole di un Paese “in declino”, indicando nelle élite politiche e nelle riforme ideologiche le principali responsabili. Al centro delle critiche, la scuola integrativa e il Lehrplan 21, accusati di aver abbassato il livello generale dell’insegnamento.
 


 

Secondo il consigliere nazionale Benjamin Fischer, pesa anche l’immigrazione incontrollata: l’elevata presenza di allievi allofoni renderebbe difficile l’apprendimento, aumentando costi, problemi disciplinari e conflitti culturali. Un’analisi condivisa da diversi professionisti della formazione intervenuti all’assemblea.
 

A chiudere i lavori è stato lo psicologo Allan Guggenbühl, che ha messo in guardia dai limiti del multiculturalismo a scuola: «Una percentuale troppo elevata di stranieri sovraccarica le scuole». Per l’UDC la scuola deve tornare al suo mandato fondamentale, lasciando fuori le sperimentazioni ideologiche.
 

Fonte: UDC Svizzera – Assemblea dei delegati di Näfels (GL)

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