Ticino, 17 gennaio 2026

"È sempre possibile fare meglio"

Con queste parole Claudio Zali ha annunciato che anche in Ticino una stretta in materia di sicurezza antincendio è ormai imminente.

TICINO - Questione di «un paio di settimane», ha spiegato il direttore del Dipartimento del territorio, parlando di un necessario ripensamento delle misure per evitare che, anche sul territorio ticinese, una concatenazione di circostanze negative possa sfociare in tragedie.

Il Consiglio di Stato si è già riunito due volte sul tema, avviando un percorso che punta a un inasprimento delle misure in vigore e a un maggiore coordinamento operativo. In questo contesto, Zali ha assunto direttamente la presidenza della Commissione cantonale per la protezione antincendio (CCPA).
 

Parallelamente, è stato concordato con la Polizia cantonale un rafforzamento dei controlli: oltre alle verifiche già in atto, sarà affiancato un esperto antincendio e verrà effettuato un richiamo sistematico ai dossier autorizzativi degli esercizi pubblici. Un segnale chiaro della volontà del Cantone di assumere un ruolo più attivo e visibile.



 

La stretta annunciata poggia su tre pilastri concreti: il divieto esplicito dell’utilizzo di materiale pirotecnico nei locali chiusi, l’intensificazione dei controlli sul rispetto delle norme antincendio e l’introduzione di sanzioni più incisive in caso di violazioni. Accanto agli aspetti repressivi, il Cantone intende però rafforzare anche la sensibilizzazione degli attori coinvolti, con checklist aggiornate per gli esercizi pubblici e nuovi vademecum destinati agli affittacamere.
 

Particolare attenzione sarà inoltre rivolta ai grandi eventi in programma nelle prossime settimane, a partire dal periodo dei carnevali, con un coordinamento più stretto tra polizie e responsabili della sicurezza. Verifiche e aggiornamenti sono previsti anche per scuole, ospedali e case anziani.
 

Nel ribadire il quadro normativo, i rappresentanti tecnici hanno ricordato che la responsabilità in materia di sicurezza antincendio resta in primo luogo a carico dei proprietari, mentre ai Comuni spetta la vigilanza e al Cantone l’alta supervisione. Un sistema già definito, che ora il Consiglio di Stato intende rendere più rigoroso nella pratica.

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