Viaggiare con un animale domestico che non è abituato a spostarsi è già di per se stressante. Se poi ci si mette il controllore a infliggere una multa è il colmo. Ma è quello che successo a una donna francese, Camille, mentre si trovava su un treno delle ferrovie francesi SNCF. Camille si è ritrovata una multa di 110 euro perchè il suo gatto Monet... miagolava. È successo lo scorso 21 agosto mentre viaggiava da Parigi a Vannes su un treno SNCF con il suo compagno e il loro animale domestico.
Il controllore era intervenuto dopo che altri passeggeri si sono lamentati del fatto che il suo gatto faceva troppo rumore. Il caso, riportato dall'emittente BFMTV, ha scatenato un putiferio sui social media. In un messaggio inviato alla testata, e condiviso nuovamente sulla piattaforma X, Camille racconta che il capotreno le aveva intimato di spostare il trasportino del suo gatto nell'area bagagli tra le carrozze, "cosa vietata dal regolamento SNCF e irrispettosa dei diritti degli animali". "Mi ha anche detto che, nonostante avessi un biglietto per il mio gatto, la sua presenza era consentita solo se 'tollerata'", scrive.
Contattata da BFMTV, la SNCF ha inizialmente negato l'accaduto: "Chiaramente non si tratta di una multa perché il gatto miagolava", ha affermato la compagnia. Ha insistito sul fatto che la multa in realtà punisse il comportamento della giovane donna, che avrebbe alimentato tensioni con gli altri passeggeri. Solo che la foto del biglietto condivisa da Camille recita chiaramente: "Il cliente viaggia con un gatto che non smette di miagolare. (...) Poiché il gatto è rumoroso, richiediamo una sanzione per disturbo della quiete pubblica dovuto al rumore".
Gli animi si sono infiammati sui social network. "Il biglietto dell'agente cita solo il gatto rumoroso come motivo. Il community manager della SNCF, da parte sua, inventa alterchi che non sono menzionati nel rapporto. Perché mentire invece di ammettere che è stata una multa abusiva?" ha scritto un utente di X.
Altri hanno sottolineato che "un gatto è comunque meno rumoroso di un bambino che urla". "E chi piange?" "Quanto bisogna essere intolleranti per lamentarsi del miagolio di un gatto? (...) Questo povero animale era stressato, un po' di compassione era forse troppo da chiedergli?", si legge anche sul social network.
Gli utenti di Internet non hanno esitato a richiamare direttamente la SNCF: "Buongiorno, invece di multare animali che non creano alcun problema, potreste in questo caso essere più disponibili e multare i passeggeri che telefonano e si lasciano andare a conversazioni pensando di essere al bar? Lo stesso vale per le famiglie che lasciano urlare i propri figli in treno perché 'è normale'”.
Camille ha informato BFMTV di aver contestato la multa. Da parte sua, la SNCF ha assicurato ai media che avrebbe "riesaminato questa multa tenendo conto della testimonianza della cliente". La singolare multa inflitta alla donna potrebbe quindi essere abbandonata.