Sport, 04 agosto 2024

L’italiana Carini ancora sotto shock: “Ciao alla boxe”

L’azzurra è tornata a parlare dell’incredibile match durato pochi secondi contro l’algerina Imane Khelif

PARIGI (Francia) – “Non me la sono più sentita di combattere dopo meno di un minuto. Ho preso un colpo al naso e ho perso l’equilibrio, non respiravo e ho detto basta”. Così ha parlato Angela Carini a ‘La Stampa’: la 25enne pugile italiana che ha abbandonato il suo match olimpico contro l’algerina Imane Khelif dopo soli 46”. Un match che continua a far discutere, vista l’ammissione in gara della nord africana nonostante i livelli di testosterone molto alti. “Ho voluto salire sul ring. Pensavo a mio padre, un esempio di vita per me, agli sforzi che ho fatto per arrivare alle Olimpiadi. Era la mia Olimpiade e volevo percorrere l’ultimo chilometro”, ha spiegato. 

 
 
“Mio padre e Dio hanno scelto questo percorso, per quanto mi riguarda rispetto tutte le avversarie. Non sono nessuno per giudicare, per prendere una decisione. Se questa ragazza era a Parigi ci sarà un motivo. Ho combattuto e sono salita sul ring, come è giusto che facessi, non ho mai protestato. Non ho mai detto una parola, mi adeguo alle regole, non deciso io. Ho semplicemente detto che va bene e qualsiasi cosa succede c’è mio padre con me. Mio padre ha voluto questo, lo faccio. Dio ha voluto questo, lo faccio. Va bene così”, ha continuato la Carini.
 
 
L’italiana è tornata a parlare del suo gesto al termine del match, quando non ha salutato l’avversaria. “Ho sbagliato, sono scesa dal ring per rabbia, ma non verso di lei. Mi sono arresa perché i colpi erano molto forti, non ne avevo mai subiti così. Ne ho presi molti, sono una combattente e una che davanti al dolore non si ferma mai. Non c’è stata nessuna irregolarità, ma non sono riuscita ad andare avanti nonostante la mia caparbietà”.
 
 
“Ora mi fa malissimo il naso, ho il cuore a pezzi. Mio padre mi ha insegnato a essere una guerriera, salgo sul ring col sangue agli occhi, ma questa volta mi sono chiesta chi stavo affrontando. Ma non tocca a me decidere. Mi dispiace anche per lei, siamo finite in un boom mediatico. Chi siamo noi per giudicare? Per dire cosa è giusto e cosa è sbagliato? Siamo atlete, non giudici. Comunque per me non è stata una sconfitta, non ho perso, mi sono arresa con maturità. Esco a testa alta e dico ciao alla boxe”, ha concluso.

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