Sport, 29 febbraio 2024

“Mi aspetto che Marc Hirschi torni ad essere protagonista”

Ciclismo: l’ex corridore ticinese Rubens Bertogliati lancia la nuova stagione

LUGANO - Rubens Bertogliati, 13 anni di onorato professionismo corroborati da una grande vittoria e una maglia al Tour de France nel 2002, oggi è coordinatore tecnico di Ticino Cycling, un ruolo importante in un contesto non facile, visto che le due ruote al Sud delle Alpi hanno perso i fasti di un tempo (meno corse e meno corridori che possano puntare alla categoria Èlite). Il luganese, che si divide fra l’attività di curatore e di dirigente sportivo, è sempre molto attento a tutto ciò che succede nel mondo UCI e in particolare alle corse che contano: dalle classiche ai grandi Giri. E proprio alla vigilia della prima grande prova internazionale (le Strade Bianche, in programma fra sei giorni) lo abbiamo sentito per capire che annata/ stagione ci aspetta. 



Rubens: il ciclismo, dopo gli anni bui del doping, è tornato ad essere uno degli sport più seguiti grazie soprattutto a ciclisti che vanno forte e sono pure personaggi. 
Credo che il concetto, semplice per altro, sia giusto. Oggi vediamo corridori primeggiare nelle varie corse in programma ma anche sui social e nella vita mondana. Atleti che curano molto il loro look, il loro modo di porsi e che non lesinano sforzi quando si tratta di esaltare il pubblico. Il primo di questa categoria speciale è stato Peter Sagan. Una personaggio con la P maiuscola. Poi sono arrivati Remco Evenepoel, Tadej Pogacar, Julien Alaphilippe e Mathieu Van der Poel.. 


Ma è cambiato, anche, il modo di correre. È d’accordo? 
Vero. Oggi il tatticismo è stato messo al bando e il coraggio viene giustamente premiato. Sia nelle corse di un giorno che nelle prove a tappe abbiamo visto grandi protagonisti partire all’attacco da lontano, senza curarsi troppo delle distanze o delle strategie. Alla gente tutto ciò piace.


Che 2024 vedremo?
Questa potrebbe essere una delle stagione più spettacolari di sempre. Sul fronte delle classiche vedremo dei grandi duelli fra Van der Poel, Van Art e Evenepoel; Pogacar, Roglic e Vingegaard duelleranno per vincere le grandi corse a tappe, Ganna punterà alle cronometro e alla Milano-Sanremo e alla Parigi-Roubaix. Ah dimenticavo: ci sono anche Pidcock e Alaphilippe. Ogni gara avrà dei vincitori di qualità. E questo non può che far bene al ciclismo. 


Van der Poel in questo momento può vincere su ogni terreno. Ci riferiamo anche al ciclocross e alla Mountain buke.
Un autentico fenomeno, il nipote del mitico Raymond Poulidor. Un corridore incredibile. Che riesce a vincere con grande facilità e ovunque. Ha nel mirino le Olimpiadi di Parigi, delle quali dovremo tener conto, e magari salterà qualche prova importante del calendario. Ma Mathieu se potesse correrebbe sempre. In questo momento con Pogacar rappresenta il top del ciclismo moderno.


Abbiamo parlato dei nuovi big delle due ruote. Sino a qualche anno fa, sembrava che in questo ristretto numero dovesse starci anche il nostro Marc Hirschi. 
Nel 2020 era certamente uno dei migliori in assoluto. Poi sono cominciati gli infortuni, e ciò lo ha certamente condizionato, e il passaggiodalla Sunweb alla UA Emirates non è stato così semplice. Ossia da quasi capitano a luogotenente: e il bernese ha incassato il colpo, anche se credo che in questa stagione potrebbe tornare ad essere protagonista. Le qualità non gli fanno certamente difetto. Del resto, uno che vince una Freccia-Vallone e giunge secondo ad una Liegi-Bastogne-Liegi, ha certamente del talento. Nel 2023, poi, ha ricominciato a vincere (Giro dell’Appennino, Coppa Sabatini, Giro del Lussemburgo e campionato svizzero in linea, ndr).

MDD

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