Svizzera, 26 novembre 2023

La direttrice della SRF è convinta che gli svizzeri non voteranno per la riduzione del canone

La direttrice della televisione pubblica svizzerotedesca SRF Nathalie Wappler è convinta che gli svizzeri non voteranno a favore della riduzione del canone radiotelevisivo a 200.-. Wappler icritica inoltre i piani del consigliere federale Albert Rösti che vuole costringere la SSR a risparmiare.

I proventi della Serafe, di cui quasi il 90% dei ricavi va alla SSR, dovrebbero scendere da 335 a 300 franchi. "Le conseguenze per l'intera SSR sarebbero gravi", ha dichiarato la direttrice della SRF in un'intervista a "Schweiz am Wochenende". Lei sostiene che comunque la televisione e la radio svizzere stanno già affrontando una serie di risparmi. La ragione? Gli introiti pubblicitari diminuiscono e il sovrapprezzo dovrebbe essere eliminato.

Già questa settimana il direttore generale della SSR Gilles Marchand aveva lanciato l'allarme annunciando che 900 posti di lavoro a tempo pieno sarebbero stati minacciati entro il 2027 se la tariffa fosse effettivamente ridotta a 300 franchi.



Dal punto di vista di Nathalie Wappler un controprogetto non è necessario. Si dice convinta che l'iniziativa non abbia alcuna possibilità davanti al popolo. Il sostegno alla SSR tra la popolazione rimane “immutato”. “Mostreremo perché 200 franchi non sono sufficienti per realizzare la nostra missione.”

Anche il Consiglio federale è del parere che l'accettazione dell'iniziativa avrebbe “conseguenze significative per l'offerta giornalistica e il radicamento regionale” della SSR. Albert Rösti, che prima della sua elezione al Consiglio federale era attivo nel comitato d'iniziativa, vede però un potenziale di risparmio. La SSR deve affinare il suo profilo, ha detto in una conferenza stampa all'inizio di novembre e, in particolare, mette in discussione l'offerta nei settori dello sport e dello spettacolo.

Wappler non la vede così. Non vuole toccare l'offerta, nemmeno in termini di sport e intrattenimento. Questi due ambiti sono parte integrante del mandato di servizio che la SSR deve adempiere. Il direttore della SRF ritiene che queste produzioni contribuiscano ad ancorare la SSR nel panorama svizzero. Per quanto riguarda l'informazione, non ritiene necessario sviluppare nuovi formati. Nathalie Wappler si difende dai critici che insinuano che i suoi canali siano orientati a sinistra. “Non abbiamo una tendenza a sinistra” e secondo lei il modo una persona percepisce la SRF dipende anche dalla propria posizione politica.

Guarda anche 

Il presidente del Centro considera di appoggiare la riduzione del canone e fa litigare il suo partito

Il presidente del Centro Gerhard Pfister potrebbe essere favorevole a una riduzione del canone radiotelesivo a 200 franchi. Il Consigliere nazionale zughese lo ha fatto s...
28.05.2024
Svizzera

La televisione pubblica svizzerotedesca sommersa dai reclami

Negli ultimi anni il numero dei ricorsi contro l'emittente pubblica SRF è aumentato notevolmente. Tanto che il caporedattore del canale pubblico svizzerotedesc...
25.04.2024
Svizzera

200 fr per il canone tv bastano e avanzano!

“Il quotidiano” RSI del 2.2.24 ha dato voce alla sig.ra Di Dio per le “famiglie” monoparentali, senza tuttavia darla ai padri che non pagherebb...
11.02.2024
Opinioni

Dal primo gennaio fattura serafe anche a chi non ha apparecchi per guardare la TV

Dal 1° gennaio 2024 anche che è privo di apparecchio ricevente dovrà pagare il canone radiotelevisivo. A partire da questa data terminerà infatti...
28.12.2023
Svizzera

Informativa sulla Privacy

Utilizziamo i cookie perché il sito funzioni correttamente e per fornirti continuamente la migliore esperienza di navigazione possibile, nonché per eseguire analisi sull'utilizzo del nostro sito web.

Ti invitiamo a leggere la nostra Informativa sulla privacy .

Cliccando su - Accetto - confermi che sei d'accordo con la nostra Informativa sulla privacy e sull'utilizzo di cookies nel sito.

Accetto
Rifiuto