Sport, 09 novembre 2023

“Obiettivo Giochi del 2024. Il Lugano? Puntiamo in alto”

Samaret Caraballo, schiacciatrice dominicana della squadra ceresiana

LUGANO - “Ho imparato ad amare la pallavolo grazie a mia madre Judith Arias, una ex giocatrice di volley. Quando ero bambina mi ha trasmesso questa passione ed io non posso che ringraziarla. Oggi mi sento felice, ho sempre desiderato essere una professionista”. Sono parole di Samaret Caraballo (nella foto piccola) (24 anni), cittadina dominicana che dalla scorsa estate veste la maglia del Volley Lugano. Un colpo di mercato, si può ben dirlo, per la squadra diretta dal tecnico greco Apostolos Oikonomou, che quest’ anno punta a migliorare il terzo posto delle scorso torneo in Lega Nazionale A. L’arrivo della giocatrice caribica potrebbe rivelarsi importante. “Sono venuta a Lugano per aiutare la società ad ottenere il massimo: campionato e Coppa Svizzera!” ha detto nei giorni scorsi Samaret, che abbiamo raggiunto subito dopo un allenamento al Palamondo di Cadempino, sede del Lugano. 


Samaret, da dove partiamo?
Direi dalla mia grande passione per questo sport. Mia madre mi ha stimolato a giocare e poi il resto l’ha fatto la scuola. Nel mio paese (la Repubblica Dominicana, ndr) la pallavolo è ormai diventata una delle discipline più popolari. Forse solo il baseball lo supera e ciò lo si deve sostanzialmente al fatto che nella nostra isola c'è una certa influenza sportiva nordamericana. Comunque: oggi tutti giocano a volley, non costa nulla ed è accessibile ai vari ceti sociali. In molti lo vedono come un mezzo per raggiungere un tenore di vita migliore.


Lei è emigrata presto negli Stati Uniti
Ho cercato di abbinare lo studio allo sport. Mi sono iscritta alla scuola di amministrazione e al tempo stesso sono entrata a far parte di una squdra: per due anni ho militato nei Miami Dade College e per altri due nel Texas Rio Grande Valley University. Un esperienza importante, anche a livello umano. Lontano da casa ci si fa le ossa, sotto ogni punto di vista.


Poi il trasferimento in Brasile.
A Brasilia, nella compagine della capitale. Un anno difficile dal punto di vista sportivo, la squadra non era attrezzata per lottare per i primi posti. Ci siamo accontentati del nono rango. Debbo comunque dire che il livello del campionato brasiliano è uno dei migliori al mondo, non a caso le loro nazionali sono fra le più competitive in circolazione. E poi, infine, è arrivata la proposta del Lugano, al quale ci siamo avvicinati grazie al mio agente.


A Lugano come si trova?
Sono in Svizzera da qualche mese e debbo dire che sto benissimo. La città è molto bella e accogliente, la gente è molto empatica, e in ciò vedo dei tratti un po' latini. In squadra poi le cose vanno a meraviglia: il clima è sano e propositivo, la rosa competitiva e con il tecnico vado d’accordo. Ci sono insomma tutte le premesse per far bene.


Manca il pubblico, però.
Il volley, a quanto mi è stato detto, non è certamente il primo sport del paese e solo da qualche anno si è ritagliato uno spazio importante. Detto ciò va detto che non è facile cambiare le abitudini delle persone e invogliarle a seguirci. La squadra fa e farà di tutto per conquistare nuovi tifosi. Adagio adagio, ne sono convinta, gli spettatori aumenteranno. 


A proposito di pubblico: a Santo Domingo i palazzetti sono pieni.
Certo, anche perché questo sport, come ho detto prima, ha un impatto incredibile sulla popolazione e soprattutto sulle giovani generazioni. 


Quali sono i suoi prossimi obiettivi?
Siccome ho già fatto parte dei quadri della nazionale dominicana, spero di conquistarmi ancora la fiducia dello staff tecnico ed essere convocata per le prossime Olimpiadi di Parigi del 2024. Per me si tratterebbe di un traguardo eccezionale. Ma non solo: con il Lugano voglio vincere qualcosa di importante! La squadra può certamente puntare al titolo e alla Coppa Svizzera.
MDD

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