Svizzera, 31 ottobre 2023

Difendere il denaro contante o saremo alla mercé della casta

E’ il solo mezzo di pagamento che tutela la privacy e non dipende dalla tecnologia

Il denaro contante necessita di venire difeso? Sì, perché la casta trama per la sua abolizione.
Come sottolinea in un articolo del gennaio del 2022 il professor Etienne Pierrot dell’Università di Friburgo, “Christine Lagarde, ex direttrice del Fondo monetario internazionale (Fmi) e attuale presidente della Banca centrale europea (Bce), Michel Sapin, commissario europeo, e William White dell’Ocse, per non parlare degli aficionados del Forum di Davos, vedono negli scambi senza contanti il futuro delle economie di mercato. In un rapporto del Comité Action Publique 2022 (Cap 2022), tecnocrati, dirigenti d’azienda, economisti e alti funzionari hanno già manifestato da diversi anni la loro volontà di andare verso una società zero cash”. In breve, questi tecnocrati sostengono che eliminare gradualmente la circolazione del contante semplificherà i pagamenti. Affermano che la società senza contanti corrisponderebbe allo «stile di vita già raccomandato da tutti» e permetterebbe una lotta più efficace contro le frodi e la criminalità organizzata”.

Anche vari governi europei sognano di abolire il contante. Svezia, Danimarca e Finlandia sono pioniere in questa cappellata. Ma ad esse si stanno unendo anche Irlanda, Belgio, Slovenia, e poi Grecia, Polonia, Portogallo.

Libertà

Gli argomenti dei rottamatori del denaro fisico sono in sostanzadue: il primo è quello della presunta “comodità” dei pagamenti virtuali; il secondo, il solito ricatto morale della lotta contro le frodi e la criminalità organizzata: un trito pretesto utilizzato ormai da lungo tempo per limitare la libertà e la privacy dei cittadini in base agli interessi della casta.

Già, perché il denaro contante è libertà. Questo è anche il titolo di un’iniziativa popolare lanciata dallo sconosciuto “Movimento svizzero per la libertà”. L’iniziativa, pur non avendo ottenuto attenzione mediatica – in Ticino solo il Mattino l’ha appoggiata; mentre la stampa di regime l’ha oscurata – è riuscita nel febbraio di quest’anno, raccogliendo ben 137mila firme. Essa chiede di inserire il denaro contante nella Costituzione. Il governicchio federale ha elaborato un controprogetto a fine agosto, che sarà in consultazione fino a fine novembre.



Siamo sicuri?

In una recente intervista Daniel Link, presidente della direzione del gruppo Orell Füssli che stampa le banconote svizzere (la cui origine ticinese è ben visibile in quell’Orell, che altro non è che una deformazione di Orelli), si è detto sicuro che le banconote non spariranno, poiché sono le sole a garantire la privacy e l’autodeterminazione. Speriamo che abbia ragione. Ma, perché le cose vadano veramente così, occorre votare l’iniziativa “Il denaro contante è libertà” quando essa verrà sottoposta al giudizio popolare.

Come i profili social

Perché il denaro contante va difeso, malgrado i tentativi della casta di farlo sparire?
Prima di tutto, perché – come dice Link – garantisce la privacy. Tutti gli altri metodi di pagamento sono tracciabili. Ed è per questo che tanti governi e potentati tramano per la sua sparizione: perché vogliono tenere il popolazzo sotto controllo e, ovviamente, manipolarlo. Senza denaro fisico, i cittadini si ritroveranno alla totale mercé degli sgovernanti. Come oggi si chiudono i profili social di chi osa non adeguarsi al mainstream, così si potranno un domani chiudere i canali di pagamento quale mezzo di ricatto per indurre i comportamenti auspicati. Nel febbraio 2022 il governo del Canada ha bloccato i conti bancari dei camionisti No Vax che protestavano ad Ottawa. In futuro i cittadini potranno vedersi chiudere i conti bancari a causa delle proprie posizioni politiche. E questo, in mancanza di alternative di pagamento, significa trovarsi immersi a bagnomaria nella palta. Purtroppo non è fantascienza.

Guasti tecnologici

Ma contro la sparizione del contante ci sono anche obiezioni più terre-à-terre. Ad esempio, i pagamenti elettronici dipendono dalla disponibilità dell’infrastruttura. Se il server non funziona, se il telefonino si rompe, se il lettore delle carte di credito si guasta, se non c’è campo, in caso di blackout, se c’è un attacco informatico, se… se… se…, il sistema va in tilt. Le banconote, per contro,funzionano sempre. Non dipendono da mille fattori, ognuno dei quali costituisce una fragilità.  I soldi fisici si possono usare sempre ed ovunque. Anche là dove la tecnologia non arriva. Il denaro contante, inoltre, protegge contro l’indebitamento: con i mezzi di pagamento elettronici è infatti molto facile perdere il controllo di quanto si sta spendendo.

Fattore identitario

Ed inoltre – aspetto non trascurabile – banconote e monete fanno parte della nostra cultura e della nostra storia. Il franco svizzero è un pezzo importante della tradizione elvetica. Va dunque difeso dagli attacchi di vuole abolirlo per privarci, anche in questo modo, della nostra identità, in nome del globalismo e del fallimentare multikulti!

Lorenzo Quadri

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