Mondo, 05 ottobre 2023

"Sul bus della morte ci saremmo dovuti essere anche noi"

Può un ritardo aiutare a salvare delle vite? È il caso di una coppia tedesca che con la bambina di due ani doveva salire sul bus precipitato a Mestre, ma a causa di un ritardo di due minuti ha mancato l'appuntamento con la morte. Sì, perché - riporta la Bild - il biglietto era prenotato, ma la coppia aveva accumulato qualche secondo di ritardo e non riusciva ad essere alla fermata in orario. Questione di pochi attimi, tanto che la coppia tedesca ha provato a mettersi in contatto con il campeggio per chiedere di riferire all'autista di aspettare. Ma il numero digitato era quello sbagliato e al telefono non ha risposto nessuno. 


Oggi, Emine e Ferhart possono raccontare la loro storia e crescere la bambina. Se avessero messo piede sull'autobus, probabilmente, staremmo parlando di una storia diversa.  Il marito racconta come sono andate le cose: "Volevo rientrare in campeggio per guardarmi la partita di Champions League. Mi sono anche arrabbiato con mia moglie e l'ho accusata per il ritardo. Abbiamo così aspettato il pullman alla stazione successiva.

Un'ora, un'ora e mezza e due ore. Del bus non vie era traccia. Per strada è iniziata a circolare la voce di un grosso incidente, ma mai avremmo pensato riguardasse la nostra corriera". E ancora: "Siamo rientrati in campeggio a piedi, camminando per quaranta minuti. Continuiamo a ripensare a quegli attimi. Forse adesso non saremmo vivi". La tragedia ha scosso la coppia: "Incredibile pensare a quanto accaduto. Non abbiamo saputo fare altro che abbracciare nostra figlia". 

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