Sport, 17 settembre 2023

La più grande di tutti i tempi: Annemiek Van Vleuten

Ciclismo: La campionessa ha detto addio alle competizioni. Esempio di grinta e umanità

LUGANO - L’hanno definita la ragazza d’oro del ciclismo femminile. Lei non se n’è curata, perché in fondo le interessava soltanto correre e dare il meglio di se stessa. I complimenti, le pacche sulle spalle e i sorrisi sono una forma di adulazione alla quale ha sempre cercato di sottrarsi. Oggi, a 41 anni suonati,Annemiek Van Vleuten ha deciso di lasciare il ciclismo, senza se e senza ma: non si torna indietro. Quello che è fatto, è fatto. Ora, sono parole sue, cercherà di mettere a disposizione delle nuove generazioni di cicliste la sua grande esperienza e tutta quella grinta e quella umanità che l’hanno proiettata nell’Olimpo delle due ruote al femminile. Perchè, a non dubitarne, è lei la ciclista più forte di tutti i tempi. E non sono solo i numeri o le cifre strepitosi ad attestarlo: l’olandese ha un curriculum di atleta tutta grinta e coraggio come poche altre. Come non ricordare a questo proposito (ne parliamo sotto) l’incredibile gara alle Olimpiadi di Rio de Janeiro del 2016, quando Annemiek, lanciata verso l’oro, cadde malamente a 12 chilometri dal traguardo lasciando così il primo posto alla connazionale Anne Van der Breggen? Attimi di paura per lei in mondo visione: si temette, per qualche ora, addirittura per la sua vita. Poi il suo messaggio sui social ed un mese dopo la rinascita con la vittoria al Giro del Belgio. 


La Van Vleuten ha corso sempre all’attacco. Anche quando non era in condizioni fisiche ideali. L’oro ai Mondiali australiani dello scorso anno è stato un capolavoro di coraggio, tenacia e abnegazione.Malgrado un gomito rotto l’olandese a 40 anni ha impartito una lezione memorabile a tutta la concorrenza: “È da quando corro che ho sempre qualcosa: una volta cado, una volta mi rompo, un’altra ho la nausea. Alla fine, però, riesco a tagliare la linea del traguardo” ha dichiarato recentemente al quotidiano francese l’Equipe. Tanto coraggiosa quanto indomita, ha vinto tutto, come si può evincere quando si legge il suo curriculum. Si parte dai Grandi Giri vinti tutti nello stesso anno di grazia (2022), anno di grazia nel quale si è pure laureata campionessa del mondo. Una continua ricerca del successo attraverso il sacrificio e la sua grande empatia, che le ha permesso di farsi numerosissimi tifosi e non solo olandesi che per la ciclista della Movistar hanno coltivato una autentica passione. Ma è stato certamente
al Giro d’Italia che ha tirato fuori i suoi numeri migliori, vincendo nel 2018, nel 2019, nel 2022 e nel 2023. Le sue avversarie si sono però dovute inchinare anche nella grandi classiche come il Giro delle Fiandre o la Liegi-Bastogne-Liegi. Ha ragione Cicloweb.it quando scrive che “esiste un prima e un dopo l’epopea firmata Van Vleuten, che per la cronaca non si è fatta mancare acuti di tutto rispetto anche su pista e con le bici da ciclocross e mountain bike: esperienza messa a frutto in occasione dei successi, datati 2019 e 2020, nella Strade Bianche”.


E ora a 41 anni è arrivata la decisione di smettere. Senza troppi clamori o cerimonie: a casa sua e con un giro d'onore che resterà scolpito nella memoria degli appassionati di ciclismo, quelli veri, che non fanno distinzioni fra uomini e donne, coloro che non possono fare altro che ringraziarla per tutti questi anni di grandi emozioni regalate sulle strade del mondo. La campionessa del Movistar Team dopo la sua ultima gara al Simac Ladies Tour ha chiuso alla sua maniera, con queste parole: “Mi sento così fortunata ad aver potuto vivere questa esperienza. Alte vette, valli profonde, ma il ciclismo mi ha dato molto come persona. Bei titoli, ma anche storie. A questo dovrò ripensare nei prossimi anni e ho già rievocato tanti ricordi nelle ultime settimane. In futuro mi prenderò del tempo per pensare a cosa voglio fare. Non mi vedrete in ammiraglia, ma sicuramente mi vedrete da qualche altra parte nel mondo dello sport”. Grazie Annemiek. Eroica campionessa di un ciclismo femminile sempre più in crescita.


JACK PRAN

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