Ticino, 11 settembre 2023

Caccia alta, Claudio Zali: “Primo bilancio positivo”

A pochi giorni dall’apertura della stagione 2023 si registra un aumento delle catture

Dal 2 settembre scorso migliaia di cacciatori ticinesi si sono attivati nei boschi del territorio in occasione dell’apertura della stagione 2023 di caccia alta, quella relativa principalmente agli ungulati (la cui prima fase si concluderà sabato prossimo, 16 settembre, per poi riprendere dal 22 al 26 settembre). Il primo bilancio tracciato in questo ambito dal Dipartimento del territorio è positivo; la stagione è infatti partita bene. Anche perché, da anni, gli animali cacciati sono in aumento.
 
“Sentinelle del territorio”
“Ci si rallegra del fatto che, malgrado i rischi che quest’attività comporta, non si siano verificati incidenti e che, di norma, siano state rispettate le regole dalla stragrande maggioranza dei cacciatori” - commenta a tal proposito il Direttore del Dipartimento del territorio, Claudio Zali, ricordando l’importante ruolo svolto dai cacciatori in qualità di “sentinelle del territorio. Va riconosciuto al mondo venatorio” - sottolinea il Consigliere di Stato leghista - “di essere una presenza numerosa e reale sul territorio ticinese, che porta competenze locali elevate. Persone animate da un autentico amore per l’ambiente che ci portano la loro passione, genuina, spontanea, che accomuna molti ticinesi”.

 
Cosa e dove
La caccia alta è riservata, quest’anno, a cervi, caprioli, camosci, cinghiali, marmotte, volpi e tassi in un territorio che si estende in tutto il Canton Ticino. Fanno eccezione le bandite, aree nelle quali può essere vietata una o più tipologie di caccia, oppure limitata solo ad alcune specie. È vietato cacciare anche in luoghi con una distanza minore di cinquanta metri da case, campeggi, dalle aree dei percorsi vita e dai sentieri naturalistico-didattici, nonché nelle cosiddette zone di tranquillità.
 
Cervo e capriolo: catture in aumento
A poco più di una settimana dall’apertura della stagione 2023 si può dire che, rispetto all’anno scorso, le catture sono in aumento, in particolare per il cervo. Per contro risultano in flessione le predazioni di cinghiale; il che non sorprende visto che è stata aperta una nuova stagione di caccia la scorsa estate. Si registra, invece, una sostanziale stagnazione per il camoscio e, infine, qualche capo in più di capriolo. Di seguito qualche cifra: negli ultimi anni il numero di cacciatori per la caccia alta è rimasto perlopiù stabile (tra le 1’700 e le 1’800 unità). Il numero di ungulati abbattuti durante la stagione di caccia è invece aumentato di anno in anno, registrando 3’352 unità nel 2022. In dieci anni il carniere totale di ungulati in caccia alta è cresciuto del 55%.
 
Cinghiali: la strategia del DT
In Ticino, come noto, la popolazione di cinghiali continua a rappresentare un problema di non poco conto, e ciò nonostante negli ultimi cinque anni il numero di capi cacciati sia, di fatto, aumentato in maniera importante. Considerato che gli strumenti messi in campo finora hanno mostrato dei limiti oggettivi e al fine di incrementare le catture, è stata messa in atto l’annunciata estensione della stagione venatoria al cinghiale. Per contenere la crescente popolazione di questi ungulati, il DT ha adottato nel corso degli anni una strategia che poggia su due pilastri: una forte pressione venatoria durante la stagione regolare (da settembre a fine gennaio) e il rilascio di permessi di abbattimento notturni per i capi che causano danni alle colture agricole.

*Dal MDD

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