Mondo, 28 giugno 2023

Italia, professoressa assente per 20 anni su 24 perde il lavoro

Una professoressa impiegata a Chioggia, nel Veneto, ha perso il posto di lavoro a causa della sua "inettitudine permanente e assoluta". La donna, nei soli quattro mesi di fila che nei quali si era dedicata alla classe, aveva causa le lamentele degli studenti a causa della sua "impreparazione" e della "casualità" nell'assegnazione dei voti, situazione che aveva fatto scattare l'ispezione del governo che aveva giudicato "incompatibili con l'insegnamento" le sue modalità di condurre le lezioni

Forse ancora più grave, è stata assente per un totale di 20 anni su 24 di servizio e per questo motivo la Cassazione ha confermato il licenziamento della docente di storia e filosofia di una scuola secondaria di Chioggia, a causa della sua "inettitudine permanente e assoluta" e nonostante il ricorso della stessa docente contro il Miur che aveva fatto appello alla “libertà di insegnamento”.

La libertà di insegnamento in ambito scolastico è intesa come autonomia didattica diretta e funzionale a una piena formazione della personalità degli alunni, titolari di un vero e proprio diritto allo studio", ha spiegato la Cassazione. "Non è dunque libertà fine a se stessa, ma il suo esercizio attraverso l'autonomia didattica del singolo insegnante, costituisce il modo per garantire il diritto allo studio di ogni alunno e, in ultima analisi, la piena formazione della personalità dei discenti". 



Durante l’ispezione del governo durata tre giorni, la docente, destinataria di assegnazioni annuali in quanto moglie di un ufficiale della Guardia di Finanza, era risultata disattenta "verso gli alunni durante le loro interrogazioni" in quanto intenta a un "uso continuo del cellulare con messaggistica".

Il monitoraggio delle ispettrici, terminato nel marzo 2013, aveva in sostanza segnalato "assenza di criteri sostenibili nell'attribuire voti, la non chiarezza e confusione nelle spiegazioni, l'improvvisazione, la lettura pedissequa del libro di testo preso in prestito dall'alunno, l'assenza di filo logico nella sequenza delle lezioni, l'attribuzione di voti in modo estemporaneo ed umorale, la pessima modalità di organizzazione e predisposizione delle verifiche". Quindi la Cassazione ha confermato la destituzione, come deciso dalla Corte di Appello di Venezia nel 2021. In primo grado, invece, il Tribunale nel 2018 aveva bloccato la destituzione.

Guarda anche 

Gobbi inchioda Berna e Italia: «Ristorni: non regali, ma accordi da rispettare»

Alla decisione del Consiglio di Stato di congelare cautelativamente una parte dei ristorni fiscali destinati alla Lombardia hanno fatto seguito critiche, da una parte ...
09.07.2026
Focus

Andrea Sanvido e Roberto Caruso rispondono all'UDC: "La tassa ridurrà il frontalierato? Lo si dimostri”

Negli ultimi giorni non sono mancate le critiche alla posizione della Lega sulla cosiddetta 'tassa sulla salute' che l'Italia vorrebbe introdurre. Secondo ...
07.07.2026
Opinioni

Intervista di Giorgio Grandini a Silvia Sardone: “Chi viene in Europa deve accettare le nostre regole”"

Onorevole Sardone, il 14 giugno gli svizzeri hanno risposto NO al referendum volto a limitare la popolazione a 10 mio di abitanti e … regolare così i fut...
04.07.2026
Opinioni

Ristorni: un giusto passo, ma Berna smetta di fare lo zerbino!

La Lega dei Ticinesi prende atto con parziale soddisfazione della decisione odierna del Consiglio di Stato di congelare circa 50 milioni di franchi dei ristorni delle ...
30.06.2026
Ticino

Informativa sulla Privacy

Utilizziamo i cookie perché il sito funzioni correttamente e per fornirti continuamente la migliore esperienza di navigazione possibile, nonché per eseguire analisi sull'utilizzo del nostro sito web.

Ti invitiamo a leggere la nostra Informativa sulla privacy .

Cliccando su - Accetto - confermi che sei d'accordo con la nostra Informativa sulla privacy e sull'utilizzo di cookies nel sito.

Accetto
Rifiuto