Sport, 09 dicembre 2022

Gli Oscar e i Tapiri al calcio ticinese

LUGANO - Anche quest’anno, ma con qualche settimana d’anticipo e per la dodicesima volta consecutiva, tornano gli Oscar e i Tapiri al calcio ticinese. Pagelle a tutti coloro che durante l’anno solare si sono distinti nel bene o nel male. Dirigenti, allenatori, calciatori di casa nostra, oppure ticinesi che si sono messi in evidenza oltre Gottardo. Un appuntamento imperdibile, il nostro, che vanta numerosi tentativi di imitazione e spesso ha scatenato rumorose e anche maleducate proteste da parte di chi non ama l’ironia. Ma non stupitevi: come abbiamo più volte detto e scritto questo è un Cantone in cui prevalgono sempre rancori e risentimenti.


Lo sappiamo da anni, da quando la nostra redazione riceve lettere minatorie o mail di totale dissenso. Ma torniamo ai nostri Oscar e ai nostri Tapiri: come negli scorsi anni alcuni personaggi sono stati saliti nuovamente alla ribalta, altri sono alla prima chiamata, un altro ancora ha ricevuto un premio alla carriera (Paolo Righetti). Comunque: buona lettura. Con un avviso: non arrabbiatevi troppo!


TOP 

FC LUGANO

Chi pensava che la gestione yankee non sarebbe stata all’ altezza, è stato servito di barba e capelli. Il Lugano ha vinto la Coppa Svizzera ed ha concluso al quarto posto il campionato di Super League. Mica scontato. Un grande successo, aggiungeremmo! Vero: il merito è anche dell’ ex presidente Angelo Renzetti, che ha costruito la rosa vincente. Giusto e doveroso riconoscerlo. Ma la nuova proprietà ha dimostrato saggezza e lungimiranza: non ha stravolto la squadra e nemmeno il club (salvo qualche eccezione) ed ha avuto coraggio di affidare il Lugano a Mattia Croci Torti, ex eterno assistente.


MATTIA CROCI TORTI
Era dal 1993 che il Lugano non vinceva la Coppa Svizzera. Ma soprattutto il club bianconero si era sempre affidato a tecnici d’Oltre Gottardo (o stranieri) per portare a casa il trofeo Sandoz. Stavolta, però, è stato un giovane allenatore ticinese, Mattia Croci Torti, a rompere il tabù. E tutto ciò grazie alla sua competenza, alla sua passione e, pure, ad un umiltà innata. Con un tocco di simpatia che non guasta mai. E ora sotto con il nuovo contratto.


GIOTTO MORANDI
Il fantasista ticinese del Grasshopper si è ormai lasciato alle spalle la dolorosa e sofferente parentesi degli infortuni. Per un anno e mezzo, il figlio d’arte ha lottato con tutte le sue forze per tornare ad essere protagonista nella giovane formazione zurighese. Missione compiuta. Morandi è ormai diventato una pedina fondamentale: creativo, intelligente, dotato di una buona presenza offensiva, si è ritagliato uno spazio importante. E in futuro gli si potrebbero aprire orizzonti esteri. Per lui sarebbe il massimo.


MATTIA BOTTANI
Primavera da favola per il centrocampista/attaccante bianconero. Con la sua verve, i suoi dribbling ubriacanti e le sue giocate, ha permesso al Lugano di tornare ad essereprotagonista in campo nazionale. Per lui, oltretutto, è arrivata anche la chiamata da Murat Yakin. La speranza era di andare in Qatar. Ma alla fine, anche se il CT non lo ha convocato, resto la sensazione di aver disputato un 2022 ad altissimi livelli.


SAVERIO PERRI
Saverio Perri è una sorta di mister nobody per gli appassionati di calcio ticinese. Gioca nel Cadenazzo, in Seconda lega, e quindi lontano dai riflettori mediatici. Tuttavia lo scorso autunno è salito alla ribalta per un gesto altamente sportivo e didattico. Durante le fasi finali molto concitate di Cadenazzo-Balerna e con gli ospiti in vantaggio di un gol (0-1), è andato Dall’arbitro, che aveva concesso un corner ai bellinzonesi dicendogli di aver toccato lui per ultimo la palla. Insomma: niente calcio d’angolo. L’arbitro lo ha abbracciato, colpito da quel gesto lo ha abbracciato. Da libro Cuore.


ARBEDO CASTIONE
La squadra diretta da Aleksandar Djuric è approdato agli ottavi di finale di Coppa Svizzera. Non è propriamente una impresa, ma poco ci manca. Nei turni precedenti ha eliminato due squadre di pari livello (Wittenbach e Sarmenstorf) guadagnadosi il diritto di affrontare il San Gallo. E gli arbedesi, che militano in Seconda Lega Regionale, hanno saputo onorare il loro compito, giocandosela a lungo alla pari. Alla fine è uscita la miglior qualità degli avversari ma l’emozione e la soddisfazione di aver messo in difficoltà i vice-campioni di Coppa resta.


PAOLO RIGHETTI
Colpito duramente nel fisico due anni fa, il presidente del Bellinzona è tornato a frequentare il Comunale dalla scorsa estate. La sua presenza è stata applaudita dal pubblico di casa e da tutti gli sportivi ticinesi.
Paolo, malgrado non abbia più incarichi esecutivi, resta un punto di riferimento in casa granata. E la società gli deve molto: senza di lui oggi probabilmente il glorioso club starebbe ancora nel calcio amatoriale. Aggiungiamo pure che se Righetti fosse ancora alla guida della società certe incomprensioni e certe figure imbarazzanti sarebbero state evitate.


FC PARADISO
Il presidente Antonio Caggiano, vulcanico, imprevedibile ma grande amante del calcio e della sua creatura, merita gli elogi di tutti: la sua squadra ha sfiorato la promozione in Prima Promotion, preceduto dalla corazzata Baden, ma è ancora oggi grande protagonista del campionato di Prima Classic, nel quale, scommettiamo?, sino a fine stagione sarà lì a giocarsi la promozione. Forza allora. 



FLOP 

PABLO BENTANCUR

Ci metterà i soldi, sarà un grande procuratore e pure un intenditore di calcio ma Pablo Bentancur, padrone del Bellinzona che non figura in organico, non ha una dote fondamentale che i bellinzonesi apprezzano molto: la comunicazione con la piazza e i suoi tifosi. Per niente empatico, chiuso in se stesso e nelle sue certezze, ha pagato a duro prezzo questo atteggiamento: dai 3 mila di Bellinzona-Losanna si è passati agli appena 1000 spettatori contro l Yverdon. I soldi non sono tutto nella vita, caro Don Pablo. Per vincere ci vuol ben altro. E basta con gli assurdi silenzi stampi che arrecano danno soprattutto agli appassionati tifosi granata….


BALDO RAINERI
Non è un periodo particolarmente brillante per Baldo Raineri. Dopo la relegazione in Prima Lega Classic con il Chiasso, il tecnico è stato chiamato a sostituire David Sesa, in fuga da Bellinzona e da Bentancur. E Baldo, che sembra aver perso la sua verve di un tempo, non è stato in grado di raddrizzare la baracca granata. I numeri sono impietosi: al termine del girone d’ andata, la squadra della Capitale si trova a 11 punti dalla capolista Wil e a 9 dall’Yverdon terzo. Come dire: la promozione sembra, per ora, un chimera.


FC CHIASSO
Quello che sta succedendo (ed è successo) nel club rossoblù è semplicemente assurdo. Dopo anni di proprietà e dirigenze imbarazzanti, dopo anni di assoluto dominio di Nicola Bignotti, ora la società rischia addirittura di fallire. Non ci sono più soldi e nessuno è disposto a mettere assieme i cocci. Il debito ammonta a più di un milione. La parole ora è alla pretura. Il rischio che si debba ripartire dalla Quinta Lega è concreto. Anzi: di più!


NICOLAS MUCI
A Lugano non trovava spazio. Del resto, non è che avesse davanti degli incapaci o dei giocatori di basso cabotaggio. Alla fine, dopo aver fatto parlare di sé più sui mass media che sul campo, il giovane ticinese è andato a Wil a cercare la gloria. Che non è arrivata, perché sinora ha realizzato solo tre reti e si è fatto soffiare il posto da titolare da un certo Silvio, brasiliano che un tempo vestiva la maglia del Lugano e che è ormai sulla soglia della quarantina. Al giovane Muci auguriamo comunque di ritrovare la verve dimostrata nel calcio giovanile.


MAURO LUSTRINELLI
Dopo aver fatto molto bene con la nazionale Under 21 rossocrociata, il tecnico di Giubiasco ha accettato la sfida di Thun, non certo facile ma al tempo stesso intrigante. E poi lui conosce molto bene la realtà bernese. Stavolta però Lustrinelli non può certamente ritenersi soddisfatto: partito fra le favorite alla promozione in Super League, il Thun si ritrova in settima posizione a 12 lunghezze dal Wil. Un bilancio deficitario e che non sarà facile migliorare nelle seconda parte della stagione.


PUBBLICO FCL
In casa bianconera le cose stanno andando decisamente bene. Sul campo e in società. Purtroppo però manca la ciliegina sulla torta: ovvero il pubblico. Anche dopo la conquista della Coppa Svizzera e il quarto posto in campionato, l’affluenza- media a Cornaredo non è migliorata (3.234 a partita, ultimoposto). E se guardiamo al Winterthur neo-promosso(oltre 8 mila!), beh, non c'è certo da stare allegri. Il pubblico bianconero (ci riferiamo a quello da divano o da… San Siro) non merita di certo la massima serie nazionale! Punto.


CALCIO REGIONALE
Non sembra esserci pace nel calcio regionale ticinese. Anche nel 2022 si sono verificati dei casi allucinanti di aggressioni fisiche e verbali soprattutto nei confronti degli arbitri. L’episodio più eclatante risale alla sfida di Quinta Lega fra Savosa-Massagno e Porza. Il direttore di gioco ha dovuto sospendere la stessa dopo essere stato ripetutamente insultato dal tecnico ospite. Passano gli anni ma il malcostume continua… 


FCL DONNE
La decisione di ritirare la prima squadra dal massimo campionato nazionale dopo le 18 partite del girone principale, è stata un brutto scivolone, soprattutto a livello di immagine. Le emotivazioni della decisione, sofferta hanno detto i dirigenti della società femminile, sono di carattere economico. Per un club che in passato aveva vinto anche un titolo svizzero non è certo una bella figura.

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