Svizzera, 30 novembre 2022

La SSR condannata per aver censurato dei commenti anti-Covid

Il Tribunale federale (TF) ha dato ragione a un'internauta svittese che ha deciso di lottare fino in fondo dopo che un suo commento sull'account Instagram della televisione pubblica svizzerotedesca (SRF) era stato cancellato nell'agosto 2021. Il Tribunale federale, che ha accolto il ricorso del ricorrente, ha scritto nero su bianco che "cancellando i commenti o escludendo individualmente, temporaneamente o permanentemente, alcuni commentatori, la SSR viola la libertà di espressione delle persone interessate".

La massima autorità giuridica svizzera ha quindi ordinato alla televisione in lingua tedesca di far trattare il caso dall'organo di mediazione della SSR e poi, se necessario, dall'Autorità indipendente di reclamo per la radio e la televisione (ICAR). Questi due organismi si erano rifiutati di prendere in considerazione i reclami della denunciante. Il Tribunale federale ha inoltre affermato che "la cancellazione di un commento non costituisce in linea di principio una violazione della personalità o una violazione dell'onore punibile per legge", motivo per cui ha suggerito l'intervento dei due organi di ricorso.



Nello specifico, stando al portale Watson, la denunciante aveva commentato una notizia sulla gratuità dei test Covid in Germania. La donna aveva ironizzato dicendo che per lei la questione era indifferente in quanto non intendeva farsi testare o vaccinare senza che questo le impedisse di uscire a bere, ballare o andare in vacanza all'estero. Ufficialmente, il commento era stato rimosso perché non rispettava le linee guida della SRF per i social network, ufficiosamente il sito "Watson" sostiene che si voleva evitare che il dibattito diventasse troppo acceso.

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