Svizzera, 21 settembre 2022

Condannato per aver picchiato la moglie incinta, non verrà espulso

Un cittadino siriano di 36 anni sarà rilasciato, nonostante lunedì sia stato giudicato colpevole dal Tribunale penale di Basilea Città di gravi violenze nei confronti della moglie. Come riporta la "Basler Zeitung", il tribunale lo ha condannato, tra l'altro, a due anni e sei mesi di carcere, di cui due sospesi, per il tentativo punibile di interruzione di gravidanza secondo l'art. 118 del Codice penale.

L'uomo era sotto processo per aver legato la moglie mentre era incinta e averla poi presa a calci nello stomaco. Il bambino era sopravvissuto alle percosse. Ma poiché solo sei mesi della pena detentiva sono stati dichiarati assolutamente esecutivi e i restanti due anni sono stati sospesi, l'uomo dovrebbe essere rilasciato in quanto è stato in detenzione preventiva per sei mesi esatti. Inoltre, il siriano non sarà espulso dalla Svizzera.



Sebbene l'interruzione di gravidanza sia un reato punibile, anche nel caso di un tentativo, in questo caso è stato riconosciuto un caso di rigore. L'uomo avrebbe "un buon rapporto con il figlio, nonostante avvesse cercato di impedirne la nascita", scrive "20 Minuten". E l'espulsione in Siria non è attualmente possibile, ha dichiarato il presidente del tribunale.

Oltre alle violenze l'uomo ha minacciato la moglie e l'ha chiusa a chiave in una stanza. Per questo gli è stata inflitta una pena sospesa di 60 giorni di multa a 30 franchi. Dovrà inoltre seguire una terapia di due anni sulla violenza domestica. L'accusa aveva anche accusato l'imputato di stupri multipli e lesioni personali gravi ma questi sospetti non sono stati confermati all'udienza e sono state pronunciate le assoluzioni.


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