Sport, 15 luglio 2022

“Sogno le Olimpiadi di Parigi un traguardo che vale tutto”

Tiro con la pistola: intervista con il campione bleniese Jason Solari

LUGANO - Ci fu un tempo in cui in Val di Blenio era lo sci di fondo lo sport per eccellenza. Ortensio Bassi, da Ponto Valentino, era uno dei fondisti svizzeri più in voga. Parliamo degli Anni Settanta. Non ottenne risultati strabilianti, ma era sempre lì a lottare con i primi nelle gare nazionali. In Ticino era il numero 1. Nella Valle del Sole, va pur detto, lo sport lo si è sempre osservato un po’ da lontano: soprattutto il calcio, una vera e propria religione per i bleniesi in là con gli anni, e soprattutto il FC Lugano, venerato e osannato come se fosse una squadra di Olivone o Aquila. Chi non ricorda, tanto per esemplificare, i raduni o i ritiri all’albergo Posta di proprietà del tifosissimo bianconero Giorgio Genucchi? O le partite amichevoli pre-campionato di Torre o Malvaglia?


Oggi il fondo e il calcio restano una passione radicata mentre al tempo stesso il tiro con la pistola sta crescendo e sta regalando a questa bellissima regione grandissime soddisfazioni grazie ad un metalcostruttore di Malvaglia, il ventiduenne Jonas Solari, che sta facendo incetta di titoli e riconoscimenti in patria e pure all’estero. Pensiamo alle due recenti medaglie ottenute nelle tradizionali giornate internazionali di Budapest, in Ungheria, meglio conosciute come Masped Shooting Cup. Il tiratore bleniese ha dapprima conquistato l’oro con la pistola a percussione centrale a 25 metri e poi ha staccato l’argento alla pistola a 10 metri. Per il ragazzo della Società della Greina questo è certamente un momento molto felice, anche perché dietro l’angolo ci sono i campionati del mondo di categoria del prossimo autunno in Egitto. Un’occasione imperdibile per raggiungere nuovi importanti traguardi e per tenere alto il nome della Svizzera, del Ticino e naturalmente della Valle di Blenio. Nei giorni scorsi lo abbiamo sentito per fare il punto della situazione.


Jason, facciamo un passo indietro e ci parli di questa passione per la pistola. 
Coltivo questa passione sin da bambino: le armi mi hanno sempre trasmesso un certo fascino, come pure le auto e le moto, anche se non le ho mai viste come un mezzo per girare in modo spericolato o troppo veloce. Con gli anni, crescendo, ho cominciato anche ad imparare le varie tecniche di tiro e inevitabilmente mi sono buttato nella competizione.


Prima però aveva praticato altri sport. 
Esatto. Ho cominciato con lo judo: avevo sei anni. Poi ho provato anche con il calcio per un paio di stagioni nella squadra di Aquila. Ma era il tiro l’attività sportiva da cui ero attratto. Appena posso, comunque, seguo anche altre discipline attraverso i mass media.


Qualcuno l’ha incentivata a praticare questo sport?
Ho deciso di mia spontanea volontà, imbeccato da un mio amico che seguiva dei corsi per giovani. Dopo una prova iniziale, ho capito che mi piaceva e mi sono iscritto anch’io. 


Come ci si allena in questa disciplina che richiede massima concentrazione?
Mi alleno al poligono di tiro di Faido, come pure un po’ in palestra per resistenza e equilibrio. In totale questa disciplina mi occupa tre ore al giorno. Intensità, concentrazione e cura dei dettagli. Non facile o scontato. 


Uno sport che impone delle rinunce?
Sacrifico molti week end, e alcune settimane di vacanza. Ma vi assicuro che ne vale la pena. 


Il suo mentore e allenatore è Mauro Biasca.
Mi segue ovunque, anche in palestra; mi aiuta anche per la parte mentale. Ci conosciamo da anni, entrambi veniamo dalla Valle di Blenio e quindi ci capiamo al volo. 



A livello internazionale lei ha vinto diversi concorsi. La sua fama ormai la precede… 
Non esageriamo, non è esattamente così. D’altra parte cerco sempre di migliorarmi, ormai rappresento la Svizzera da quando avevo 17 anni e questo è un motivo d’orgoglio. 


Ora è concentrato sulla pistola ad aria compressa. Come mai? 
È la specialità in cui riesco meglio, mi dà più soddisfazioni ed inoltre è una disciplina presente ai Giochi Olimpici.


A proposito: quali sono i suoi obiettivi futuri? 
Provare a vincere, anche se sarà durissima. A partire dai campionati del mondo al Cairo, in Egitto, nel prossimo mese di ottobre. Ma non solo: una finale o podio ai prossimi Europei. E poi partecipare alle prossime Olimpiadi del 2024 a Parigi. Un sogno per me. Spero di esserci. 


Cambiamo argomento: il tiro è uno sport molto popolare in Ticino e in Svizzera, eppure non ha troppo seguito mediatico. Come mai?
Perché non porta soldi!


Oltre allo sport cosa fa nella vita?
Ho fatto la scuola di metalcostruttore ma in questo momento mi considero un semi-professionista,(anche se guadagno meno di quello che la parola può suggerire). Il professionismo, che per altro mi hanno proposto, in questo momento non mi interessa per tutta una serie di motivi. Magari in futuro. Vediamo.

MDD

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