Mondo, 13 febbraio 2022

Scenari apocalittici in Ucraina, c’è troppo allarmismo.

Gli Stati Uniti hanno messo in guardia sulla possibilità di un’imminente invasione russa dell'Ucraina, ma con l’emergere di critiche alla fondatezza di queste minacce, stanno ora cercando di giustificare questo allarmismo, senza rendere pubbliche le prove a sostegno delle loro accuse. “Non è allarmismo, sono solo i fatti”, ha detto il capo della diplomazia statunitense Antony Blinken durante una conferenza stampa tenutasi lunedì scorso. Washington ha iniziato a lanciare l'allarme in autunno su un insolito dispiegamento militare russo sul confine ucraino, accusando il presidente Vladimir Putin di pianificare un grande attacco. Negli ultimi giorni, l'amministrazione di Biden ha fatto trapelare quello che l'intelligence statunitense considera lo stato attuale della minaccia: la Russia avrebbe già 110'000 truppe ai confini dell'Ucraina, quasi il 70% delle 150'000 necessarie per un'invasione su larga scala, che potrebbe essere schierata entro metà febbraio. Tuttavia, i principali attori di questa minaccia l'hanno messa in prospettiva.
“Follia e allarmismo”, è il commento del vice ambasciatore russo all'Onu, Dmitry Polyanskiy.“Che cosa succederebbe se noi dicessimo che gli Stati Uniti potrebbero conquistare Londra in una settimana e provocare 300’000 vittime civili? Tutto basato su nostre fonti di intelligence che non vogliamo rivelare. Questo sarebbe giusto per americani e britannici? Non è giusto per russi e ucraini”. Per l'Ucraina la possibilità di una soluzione diplomatica della crisi con la Russia è più elevata di quella di un’escalation militare.

Imbarazzo europeo
Anche gli europei avevano espresso il loro fastidio alla fine di gennaio. “Non credo che ci sia nulla di nuovo che possa aumentare la sensazione di paura di un attacco immediato”, ha spiegato il capo della diplomazia europea, Josep Borrel. A fianco di Antony Blinken a Washington, sembrava invece più in sintonia con gli americani. Ha infatti affermato che“140'000 soldati ammassati al confine non sono qui per prendere il tè, l'Europa sta attraversando il suo momento più pericolosodalla fine della guerra fredda”.


“Il problemadella credibilità americana al momento è che stanno parlando da tre mesi di
 un'invasione imminente”, ha sostenuto all'AFP Nina Khrushcheva, professoressa di relazioni internazionali alla New School University di New York. Per lei, “l'intelligence americana non solo non è sempre perfetta, ma è anche spesso usata per uno scopo politico”.Khrushcheva indica l'esempio delle presunte armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, che sono state usate come motivo per attaccare l’Iraq e rovesciare il suo leader nel 2003, ma non sono mai state trovate, e più recentemente, il fallimento della CIA nel prevedere il rapido collasso del governo afgano dopo il ritiro degli Stati Uniti.

Alleati da mettere in riga
In questa situazione gli interessi dell’Europa coincidono poco con quelli statunitensi. I maggiori Stati europei (Germania, Francia, Italia) hanno proficue relazioni con la Russia sul piano economico, senza contare le strategiche forniture di gas. I principali Stati fondatori dell’Ue non hanno alcun interesse a innalzare la tensione con la Russia: lo dimostra il prudente atteggiamento tedesco (sin quasi all’imbarazzo) o ancora la dinamicità diplomatica della Francia. E forse è proprio questo il nodo del problema: non tanto la sicurezza dell'Ucraina, ma la leadership statunitense in Europa e la capacità degli USA di imporre la sua volontà ai paesi europei. Centrando questo obiettivo, gli Stati Uniti si porrebbero in una posizione di forza anche sullo scenario asiatico di fronte al loro principale avversario geopolitico, ossia la Cina.

Dal Mattino della Domenica - K.C.

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