Sport, 09 gennaio 2022

Djokovic positivo al covid? E perché non dirlo… e queste foto in pubblico?

I legali del serbo hanno rivelato che la seconda positività al coronavirus, dopo quella dell’Adria Cup, è stata riscontrata il 16 dicembre, fuori tempo massimo, e con una ricostruzione “social” che fa discutere

MELBOURNE (Australia) – Ha chiesto di poter lasciare l’albergo per potersi allenare, ma al momento Novak Djokovic resta nell’hotel di Melbourne (quello dove si trovano i rifugiati) e sulla sua condizione – diventata sempre più una farsa – piovono situazioni davvero grottesche. Nelle carte del ricorso per essere ammesso in Australia e giocare gli Australian Open, stando ad Agence France-Presse, i legali riferiscono che il numero 1 al mondo è risultato positivo al covid il 16 dicembre 2021: è per questo che ha ottenuto l’esenzione dagli organizzatori del torneo. Ma qualcosa no quadra…
 
Prima di tutto: nella lettera inviata da Tennus Australia ai tennisti il limite ultimo per presentare la richiesta di esenzione medica era il 10 dicembre, sei giorni prima della presunta positività del serbo. Presunta, appunto, perché nello stesso periodo Nole ha preso parte a due eventi pubblici testimoniati da alcuni post social.
 
Il primo è stato la partecipazione alla presentazione dei francobolli a lui dedicati
dalle poste serbe, che si è svolto proprio il 16 dicembre, stando a quanto risulta dall’account Instagram delle Poste. Non solo: il tennista ha anche pubblicato un post a riguardo il giorno successivo.
 
Il numero 1 al mondo, in ogni caso, avrebbe potuto scoprire poche ore dopo quell’evento la sua positività, senza rivelarlo come fatto invece la prima volta in occasione dell’Adria Cup 2020 a Belgrado, ma.. c’è un “ma” datato 17 dicembre, il giorno dopo la sua presunta positività. Djokovic compare in alcune foto in mezzi a tanti minorenni e senza mascherina, durante la premiazione dei migliori giovani tennisti organizzata dall’Associazione Tennis di Belgrado. Foto fatte e pubblicate quel medesimo giorno.
 
Insomma: o i legali di Djokovic hanno comunicato una data della positività sbagliata o il serbo (che avrebbe potuto dire tranquillamente di esser stato positivo) ha tenuto una condotta penalmente perseguibile partecipando ad eventi pubblici in un periodo in cui avrebbe dovuto rispettare la quarantena.

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