Sport, 04 gennaio 2022

“Impossibile assicurare ad Ambrì i 2/3 della pista seduti"

Il CEO leventinese, Nicola Mona, è intervenuto in merito alla decisione del Consiglio di Stato di inasprire le misure per accedere alle piste e agli stadi del nostro Cantone

AMBRÌ – Sembra di essere tornati indietro all’estate del 2020, quando il Consiglio federale aveva preso chiare e nette decisioni in merito alla riapertura delle piste. In quel caso si arrivava – senza l’aiuto fondamentale dei vaccini – dalla tremenda prima ondata che, sportivamente parlando, aveva portato all’annullamento del campionato. In quella torrida estate Berna aveva deciso di abrogare il limite dei 1'000 spettatori per le grandi manifestazioni, portandolo al 60% circa (costringendo le società a montare dei seggiolini anche nelle curve), di imporre l’obbligo della mascherina all’interno delle piste e di vietare la consumazione di cibi e bevande in piedi.
 
 
Questa volta, invece, è stato il Consiglio di Stato a prendere in mano le redini del gioco, imponendo praticamente le stesse regole a pochi giorni dalla ripresa del campionato. “I due terzi della Gottardo Arena corrispondono a 4516 posti seduti, un numero che noi non possiamo assicurare. Entro sabato sarà impossibile apportare tali modifiche e arriveremo a circa 3400 seggiolini disponibili. A causa del poco preavviso, insomma, perderemo oltre 1000 posti disponibili”, ha spiegato Nicola Mona, CEO dell’HCAP.
 
 
3400 posti perché sarà quindi impossibile installare i seggiolini all’interno della curva sud…
Esattamente, è decisamente infattibile in così poco tempo, a meno di miracoli.
 
 
Stesso discorso vale, di logica, per il settore ospiti…
Resterà chiuso, non c’è altra soluzione.
 
 
Altro
punto dolente, a conti fatti, sarà quello relativo alla gastronomia…
Le regole parlano chiaro: bisognerà consumare da seduto, quindi servirebbero tavolini e sedie, e ci deve essere il servizio al tavolo. Le classiche buvette con take-away non sono ammesse. Quindi, come è facile intuire, le buvette saranno chiuse, a meno di trasformarle in qualche modo con un servizio al tavolo nel breve volgere di qualche giorno.
 
 
Il Consiglio di Stato, prima di decidere ed emanare tali decisioni, ha parlato con i club sportivi più importanti del Cantone?
C’è stata qualche consultazione, ma erano molto fermi e rigidi sulle misure da prendere. Anzi, sul tavolo c’erano anche altre decisioni molto più serie, come la limitazione degli spettatori con una percentuale decisamente più bassa. Il vero problema che questa volta le decisioni sono a livello cantonale, quindi legalmente non c’è la possibilità di richiedere quegli aiuti che nel 2020 furono fondamentali per i club. Questa volta si tratterà di una perdita secca, netta, che dovremo incamerare e affrontare.
 
 
Verrebbe quasi da dire che così facendo si è creata una disparità in seno alla Confederazione e in seno al campionato…
È chiaramente una disparità tra Cantoni, una disparità economica e anche sportiva. Così facendo viene a decadere anche il vantaggio casalingo, non potendo ospitare tutti i tifosi come accaduto fino a dicembre: si rischia invece di andare in trasferta affrontando squadre che potranno contare su tutto il calore del loro tifo, presente al 100%...

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