Sport, 26 novembre 2021

“Siamo un po’ tutti matti ma con la testa sulle spalle”

L’airolese Deborah Scanzio a ruota libera sul freestyle e sul movimento ticinese

AIROLO - Deborah Scanzio è nata a Faido ma da sempre abita a Piotta, in Leventina: terra di montagna, terra di hockeisti e di sciatori famosi che hanno fatto conoscere al mondo questa valle. Due nomi su tutti: la compianta Doris De Agostini e Michela Figini. Deborah, attratta già da bambina dalla neve e dagli sci, a 10 anni ha scoperto il freestyle moguls grazie allo Sci Club Airolo.


In poco tempo, la sua passione é diventata una professione. E così, grazie al suo talento e alla sua tenacia, ha partecipato a ben quattro edizioni dei Giochi Olimpici (Torino 2006, Vancouver 2010, Sochi 2014 e Pyeong Chang 2018) ottenendo dei buoni piazzamenti. Con Nicole Bullo, è la ticinese con il maggior numero di presenze alla rassegna dei cinque anelli! Nel 2006 ha fra l`altro conquistato una medaglia d’argento ai Mondiali juniores e un anno dopo si è confermata tra le migliori, giungendo terza ai Campionati del Mondo di Madonna di Campiglio. In Coppa del Mondo ha ottenuto quattro podi, tre secondi posti tra il 2007 e il 2008 e una vittoria nel 2016. Ha terminato la carriera nel 2018 e ora si occupa delle formazione, collaborando con la federazione ticinese di sci per il freeystile. L`abbiamo sentita nei giorniscorsi.


Deborah: come va il freestyle in Ticino?
Direi bene, grazie alla professionalità della Federazione Sci della Svizzera Italiana (TISKI) la struttura ha delle solide basi e il movimento è in crescita. Dal 2008, anche l’European Youth Freestyle Academy (EYFA), creata nel 2006 da Andrea Rinaldi (ora direttore gara del freestyle per la FIS) è parte integrante di TISKI, permettendo così di offrire un programma regolare anche a chi si avvicina a questa disciplina.


Quale ruolo ricopre e quali sono le sue aspettative per questo bellissimo sport nel nostro cantone e nel nostro paese?
Dopo essermi ritirata dalle competizioni nel 2018, con piacere ho iniziato a collaborare con TISKI per la promozione del freestyle ed il reclutamento delle giovani leve. Prima dell’arrivo della pandemia, oltre ad allenare, andavo anche nelle scuole a raccontare la mia esperienza sportiva e a spiegare le attività che svolgiamo con i bambini. In alcuni sedi abbiamo anche organizzato delle lezioni di ginnastica con esercizi mirati al freestyle. I bambini restano sempre molto affascinati da questa disciplina, purtroppo però, spesso i genitori, non conoscendo esattamente ciò che facciamo con i bambini, hanno paura e non permettono ai propri figli di provare questo bellissimo sport. Peccato! Oltre a queste attività, negli scorsi anni abbiamo anche organizzato dei camp di freestyle a Campo Blenio e Bosco Gurin, per promuovere questa disciplina anche in altre stazioni di sci. Attualmente Airolo è l’unico luogo che offre delle strutture per allenarsi regolarmente.


La federazione in questi ultimi anni è cresciuta molto, e con lei il movimento. Cosa può dirci?
È il frutto di una struttura professionale e molto ben organizzata, oltre a ciò, avere degli allenatori professionisti, che possono dedicarsi ai giovani in modo regolare, aiuta molto a far crescere un movimento come questo. Inoltre, “gente porta gente”, abbiamo provato tanti sistemi per far avvicinare più giovani al nostro sport, ma la cosa che funziona meglio è il passaparola. I bambini si divertono con noi e le famiglie vedono quanta professionalità e passione che c’è dietro a questo sport. Siamo un po’ “matti”, ma con la testa sulle spalle!


Quanti sono i praticanti in Ticino?
Attualmente ci sono 11 bambini nel gruppo EYFA, 9 nella selezione TISKI e 5 nei quadri nazionali. Oltre a loro, che svolgono un’attività regolare, ci sono una decina di altri bambini che hanno che ogni tanto vengono con noi.


Lei ha partecipato a quattro Olimpiadi e quindi è un punto di riferimento per tutti i giovani.
Lavorando con i bambini la mia esperienza tecnica non è fondamentale, poiché si lavora sulle basi e sul
farli divertire in sicurezza. Diciamo che per fare quello che faccio io con i bambini non è necessario aver partecipato alle Olimpiadi. Il mio passato è però molto importante per dare ulteriore “credibilità” a quello che facciamo e soprattutto mi piace ricordare ai piccoli che io ero tutto fuorché un talento da bambina; eppure, ho potuto fare grandi cose nel freestyle.


Tutto lo staff lavora con grande passione e dedizione.
I nostri atleti sono molto fortunati perché tutto lo staff che li segue è molto bravo e competente. Ad esempio, durante l’estate, Juan Domeniconi (fratello di Mirò), quando non era via con la squadra veniva spesso ad aiutarci con i bambini. Dico spesso ai bambini che non in tutti gli sport i giovani atleti hanno la fortuna di lavorare con l’allenatore della nazionale o con un ex atleta olimpica!


A proposito di Domeniconi.
Da quest’anno anche un altro Domeniconi, Mirò, è entrato a far partedello staff di TISKi in qualità di preparato acrobatico e atletico. Prima di lui, quando poteva, ci aiutava suo fratello Juan. Da quando lavoriamo in modo mirato sull’acrobatica già con i bambini di 7-8 anni, i miglioramenti sulla neve sono notevoli. Oltre a Mirò lo staff è composto da Loris Battalora e Claudia Grassi, il capo settore freestyle è mio fratello Mattia. Da segnalare che c’è molta collaborazione anche con gli allenatori di Swiss Ski (Giacomo Matiz e Juan Domeniconi) e che Loris allena anche per Swiss Ski. Andrea Ri-naldi ha coordinato il tutto per diversi anni e ha lasciato un’ottima struttura che collabora al me-glio su tutti i livelli.


Quali sono gli aspetti tecnici più importanti del vostro lavoro?
È uno sport molto variato e complicato poiché unisce tecnica di sci e acrobatica. Bisogna saper sciare bene per scendere al meglio tra le gobbe, ma allo stesso tempo bisogna essere anche degli acrobati per eseguire due salti tra le gobbe. Il tutto, nel minor tempo possibile. Diciamo che non ci si annoia mai, c’è sempre qualcosa da imparare o migliorare.


Parliamo del progetto per un centro nazionale di allenamento freestyle per gobbe.
Si tratta di un progetto fondamentale per la crescita degli atleti svizzeri di moguls e aerials e allo stesso tempo è molto importante sia per la stazione di sci di Airolo che per la regione in generale. Si tratta di costruire le piste di gobbe e aerials con standard FIS di Coppa del Mondo. L’innevamento artificiale permetterà di potersi allenare già a partire da fine novembre e il centro potrà diventare il punto di riferimento anche per gli allenamenti di diverse squadre estere. Tra il 20142016 mi sono occupata di coordinare lo studio di fattibilità svolto da TISKI in collaborazione con Valbianca SA (la società che gestisce gli impianti di risalita di Airolo). Dopo la lunga trafila per il cambio di piano regolatore, la prossima estate dovrebbero finalmente iniziare i lavori.


Quest’anno il campo autunnale si è tenuto a Madrid. È un po’ strano pensare a questa metropoli come luogo di allenamento.
In effetti dire che siamo stati a sciare a Madrid è un po’ strano. In passato, durante le vacanze autunnali andavamo in Olanda, un altro luogo poco conosciuto per le montagne. Andare a sciare “in posti normali” durante questo periodo si corre spesso il rischio di perdere molti giorni di allenamento per il maltempo. In uno skidome si è sicuri di svolgere tutte le sedute programmate. Spesso utilizziamo questi camp per trasportare il lavoro acrobatico svolto a Tenero in estate sulla neve. Abbiamo scelto Madrid perché la federazione madrilena ha una squadra di moguls che si allena in quella struttura e dunque eravamo sicuri di avere le infrastrutture necessarie. È stata una bellissima esperienza, alcuni dei giovani ragazzi non avevano mai preso l’aereo… 

A.M.

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