Ticino, 15 novembre 2021

La curatrice fattura ore. "Ma non l’abbiamo mai vista"

*Articolo dal Mattino della Domenica

Qualcuno deve ribadirlo, si deve esporre come è già successo più volte in passato sull’operato di certe ARP (Autorità regionali di protezione). Spero che questa mia presa di posizione, e l’esposizione del mio caso, faccia fare un esame di coscienza a chi decide come il bambino debba vivere la propria vita”, questo è lo sfogo di un papà disperato, non sopporta più la negligenza di chi ha in mano l’incarto con inscritto il nome dei suoi figli.

In passato numerosissime personalità politiche del nostro cantone si sono esposte in prima persona contro il presunto cattivo operato di alcune ARP. Molte sono state anche le persone colpite direttamente da questi trattamenti (sembrerebbe) poco professionali. “ Da anni ho a che fare con queste Autorità, i miei figli sono trattati come dei numeri e non hanno mai voluto sentire veramente il loro parere, anzi hanno rigirato alcune parole dette con ingenuità per penalizzarmi nelle visite”.

Quegli incontri fantasma... fatturati

Alcune date erano state fissate dalla curatrice, ma gli incontri non sono mai avvenuti. “Ho contestato per questo, ed altri motivi, il rapporto redatto dalla curatrice e ho chiesto l’annullamento dell’indennità riconosciutale. Non mi sembrava corretto pagare per delle prestazioni non svolte e se parliamo di rapporto morale non intendevo pagare per la compilazione di un documento che attestava delle falsità”. E il padre precisa: “ Non l’ho firmato perché il suo contenuto riportava tante inesattezze e informazioni falsate. La mia trasparenza è stata tale che avevo già informato la curatrice. Quest’ultima era a conoscenza che non avrei firmato l’atto. La risposta verbale della curatrice è stata che il rapporto è basato sulle sue considerazioni personali. Direi che è oltremodo scandaloso quello che è stato affermato. Un rapporto deve essere obiettivo, privo di considerazioni personali, imparziale e che riporta solo fatti negativi”.

La curatrice fa l’educatrice

Qualcosa non quadra anche nella definizione dei ruoli. “Volevo anche specificare che i mandati della curatrice e dell’assistente sociale sono differenti. La curatrice ha infatti il mandato di consigliare i genitori e di sostenerli in caso di problematiche. L’assistente sociale ha invece il compito d’incontrare almeno una volta al mese i genitori dei bambini. Mi chiedo dunque perché deve essere la curatrice a fatturare gli incontri e ad effettuare le visite domiciliari quando è compito della sua collega. Forse se le risorse fossero state utilizzate in maniera efficace ci sarebbe stato anche un risparmio economico non di poco conto: il servizio dell’assistente sociale è gratuito, quello della curatrice no, anzi…”.

Rapporto morale in ritardo


La celerità della curatrice è molto.... lenta. Magari i casi da trattare sono molti. Ma il nostro interlocutore sembra non essere nelle grazie di questa “professionista”, da quanto afferma l’interessato. “Ho ricevuto il rapporto morale insieme alla decisione di approvazione. Il documento non mi è stato presentato entro i termini stabiliti dal mandato ARP, di conseguenza non mi è stato sottoposto per una mia eventuale firma di accettazione e conferma dello stesso. Ho richiesto via mail diverse volte il rapporto ma la curatrice ha sempre rimandato dicendo che aveva un altro termine oltre a quello stabilito dal mandato. Nonostante le mie sollecitazioni, il rapporto non è mai arrivato e l’unica risposta che ho avuto è stata quella automatica del fuori sede. Così non va. È ora che chi di dovere prenda in mano la situazione. Ci sono in ballo la mia vita e quella dei miei figli”.

*Edizione del 14.11.2021

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