Sport, 31 ottobre 2021

Tracollo bianconero: si apre la crisi del Lugano

Seconda settimana consecutiva con due sconfitte e una sola vittoria per la squadra di McSorley: la Cornèr Arena sta diventando terra di conquista per le altre formazioni

LUGANO – Dopo le prime giornate di campionato, nonostante qualche sconfitta, ci eravamo forse illusi. Il Lugano di McSorley era divertente, pressava, giocava con agonismo, poteva contare su un’ottima difesa e in attacco spesso riusciva a fare breccia. Quel Lugano, però, da diverse settimane è sparito. Vuoi per i troppi infortuni, vuoi per le difficoltà palesate in tutti i settori della pista, vuoi per la mancanza di Schlegel, di Carr, di Loeffel e i troppi minuti giocati dagli uomini chiave quando la rosa era ridotta all’osso, ma resta il fatto che ora i bianconeri marciano sul posto.
 
Settimana scorsa l’esordio di Hudacek era conciso con la vittoria di Rapperswil, ma poi erano giunte le sconfitte di Langnau (la seconda in campionato con i Tigers) e quella roboante casalinga contro lo Zugo. Martedì, invece, il Lugano aveva steso in casa l’Ajoie, ma nel weekend sono giunti 0 punti, cadendo a Bienne e in casa – nuovamente con una batosta – contro il Servette. Se non è crisi ora…
 
Certo, il campionato è lungo, il cammino anche e i cambiamenti nel gioco chiesti da McSorley sono tanti e importanti, ma è innegabile che la classifica sia molto brutta da vedere. E non che il gioco sia tanto meglio. In casa dei Seelanders, dopo un avvio di match rivedibile, il Lugano si era rialzato, aveva reagito, era tornato in partita, per poi cedere alla distanza. Ieri sera, in casa col Servette, lo 0-4 dei primi 40’ è stato eloquente.
 
C’è bisogno – non solo di una pausa per recuperare fiato – ma anche di qualità e serenità in casa Lugano, perché anche gli stessi Müller, Alatalo, Arcobello e Fazzini sembrano i fantasmi di loro stessi e così il futuro prossimo non può certo essere roseo.

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