Sport, 07 giugno 2021

“Vogliamo la promozione e dedicarla a De Bernardi”

A colloquio con Antonio Straci, direttore sportivo del Locarno pronto a ripartire

LOCARNO - La scomparsa del presidente Sergio De Bernardi è stata un brutto colpo per il FC Locarno, già alle prese con una dura risalita verso categorie che piu si addicono alla sua storia e con una pandemia che sta rallentando tutto il calcio regionale. Ma la dolorosa perdita del massimo dirigente non ha certo smorzato la voglia di raggiungere quegli obiettivi che nel 2018 il nuovo comitato si era posto. Anzi, se possibile tutto l'ambiente è più motivato: dopo momenti di sconforto e tristezza il club e la squadra sono ripartiti molto determinanti ed ora sono pronti per l'assalto finale alla Terza Lega: il 9 giugno le bianche casacche disputeranno la prima delle quattro partite previste per completare il 50% del programma e rendere valido il campionato. Avversari, nell' ordine, Gnosca, Camorino, Intragna e Verzaschesi. Una formalità dicono i più ottimisti. In realtà a Locarno tengono i piedi ben saldi per terra. Non si sa mai.


Intanto i tifosi aspettano con ansia questa ripresa, consapevoli che l’eventuale promozione (in questo momento i bianchi sono primi davanti al Giubiasco) significherebbe un ulteriore passo verso la fine dell'oblio calcistico. E attendono, pure, di sapere chi dal prossimo mese di luglio prenderà il posto del compianto De Bernardi. Di tutto ciò, abbiamo parlato con il direttore sportivo Antonio Straci. 


Dopo la lunga pausa forzata dovuta alla pandemia, finalmente c’è una data di partenza per il calcio regionale.
Finalmente, era ora: i giocatori e tutti gli amanti del calcio volevano tornare sul campo per i tre punti. Sappiamo che le quattro partite che ci attendono sono decisive e quindi ci stiamo preparando bene per affrontarle nel miglior modo possibile.


Dal 9 giugno (esordio appunto in casa col Gnosca), quattro impegni in due settimane per coronare il sogno. 
Non vogliamo fare speculazioni, sappiamo che dobbiamo vincerle tutte e per questo la squadra si è allenata duramente. Il nostro allenatore Frigomosca ha pianificato tre allenamenti alla settimana per scaldare bene i motori. Siamo primi in classifica e vogliamo restarci fino alla fine, sapendo di avere un organico che ha le carte in regola per adempiere al compito che gli spetta. L’ascesa in Terza Lega è il secondo passo verso quella ricostruzione che ci dovrà alla fine portare almeno in Seconda. Un risultato che vedrebbe premiati gli sforzi di tutti e che sarebbe un grande regalo al nostro presidente De Bernardi che da lassù ci starà seguendo. 


Per voi è stato un duro colpo la sua scomparsa. 
È stato colui che, unitamente al gruppo di volonterosi dirigenti, ha preso in mano le redini del Locarno per riportarlo in alto. Eravamo sul fondo, senza soldi e senza credibilità. Ma lui ci ha sempre creduto: per me era davvero l’uomo in più del nostro club. Carismatico, competente, un dirigente che sapeva dare una grande energia a chiunque. Fu proprio lui a chiamarmi tre anni fa. Sono bastate poche parole per convincermi della bontà del progetto-Locarno. 


A Locarno non è mai mancato il sostegno del pubblico.
La gente, i tifosi ed il Pardo Club
ci hanno sempre fatto semtire il loro appoggio, anche quando non hanno potuto venire allo stadio. Nei momenti in cui il Lido era aperto, la media era di 400 spettatori, numero molto significativo. Un po' come a Bellinzona, anche se le difficoltà in un certo senso sono state maggiori perché siamo ripartiti proprio dalla ultima lega. 


Come avete gestito la pandemia?
Non è stato facile. Eravamo concentrati sul primo posto ma sul più bello ci siamo dovuti fermare. La comunicazione relativa all’annullamento del campionato 2020 ci ha mandato in crisi (io me ne sono andato in montagna per scaricare la rabbia), pur se tutti consapevoli che in quel momento era importante preservare la salute della gente. Dopo aver perso praticamente un anno, nel 2020 è stato studiato appunto il regolamento che vuoleil completamentodel50per cento del calendario 2021 per rendere valida la classifica. 


L’apporto psicologico alla squadra si è rivelato importante, come del resto il lavoro del vostro allenatore Frigomosca. 
C’era il pericolo che potesse esserci uno scossone dal profilo psicologico, non era facile assorbire l’annullamento dello scorso campionato e riprendere il cammino non era facile. Occorreva rimotivare i giocatori e la cosa è riuscita ed il nostro tecnico ha dimostrato di essere una persona validissima. Lui è un grande coach che porta un bagaglio non indifferente di esperienza. Ha ripreso ad allenare il 5 marzo, poi ha dovuto interrompere per alcuni casi di virus emersi nel gruppo. Dopo un periodo di pausa, il 6 aprile ha ricominciato a dirigere gli allenamenti. Remy ha saputo motivare e mantenere alta la concentrazione di tutti. Una persona eccezionale, l’uomo giusto al postogiusto.



Per tornare ai livelli auspicati serviranno però aiuti finanziari.
Non sono pochi quelli che ci stanno dando una mano, altri lo faranno. Come detto abbiamo i tifosi, il Pardo Club, poi gli sponsor, il numero dei quali spero possa aumentare in futuro. 


Intanto perà il Locarno dovrà trovare un nuovo presidente. Luca Renzetti, figlio di Angelo, sembra essere in pole position.
L’attuale comitato questa settimana si riunirà per discutere di questo argomento; poi probabilmente a metà luglio ci sarà l’assemblea che deciderà il nome del successore. Il nome di Renzetti non è mai saltato fuori; del resto lui non ha mai confermato di voler assumere questo incarico. Occorrerà discuterne più approfonditamente prima di sbloccare la situazione. Potrebbero esserci altri candidati, ci serve tempo per decidere. 


Chiusura con il settore giovanile.
È il nostro fiore all’occhiello: abbiamo praticamente 130 ragazzi che danno vita a questo settore, un apporto fondamentale che ci potrà garantire un ricambio per la squadra maggiore. Alcuni ragazzi hanno qualità per emergere. A Locarno anche fra i giovani calciatori è tornato l'entusiasmo. Il nostro futuro è garantito

GIANNI MARCHETTI
 

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