Sport, 17 maggio 2021

Una Svizzera ambiziosa. Obiettivo? Salire sul podio

Venerdì prossimo iniziano a Riga (Lettonia) i Mondiali del gruppo A

RIGA (Lettonia) - “Sono ottimista per natura: ho grande fiducia nei nostri giocatori. Di sicuro faremo il possibile per inserirci fra i migliori al mondo”. Sono parole di Patrick Fischer, head coach della nazionale rossocrociata, rilasciate nell`intervista pubblicata lo scorso 2 maggio al "Mattino". Parole che non lasciano dubbi: la Svizzera va ai Mondiali del gruppo A di Lettonia (che scattano venerdì prossimo a Riga) con l`obiettivo di salire sul podio. Come accadde nel 2018 e nel 2013. E se proprio vogliamo tornare indietro col tempo, nel 1935.


Il sogno “dorato” non è stato certamente accontanato ma il nostro selezionatore sa benissimo che le grandi protagoniste dell`hockey mondiale quali Svezia, Russia, Canada, Cechia e Finlandia (che ha vinto l`ultimo titolo nel 2019, visto che lo scorso anno non si è giocato a causa della pandemia) hanno più qualità e talento rispetto ai nostri, anche se, come dimostra il secondo posto di tre anni fa, il cuore, la grinta e la disciplina tattica spesso riescono a supplire alla differenza di classe.


Svizzera dunque ambiziosa, in un contesto hockeistico particolare: i mondiali lettoni si svolgeranno in una bolla sanitaria e senza pubblico. Ogni persona che accederà alla pista (giocatori, dirigenti, sicurezza, e giornalisti) verrà testata quotidianamente. Se negativa avrà un braccialetto di identificazione che le pemetterà di entrare allo stadio. Le squadre alloggeranno in un unico albergo aperto a 500 persone.


Insomma: un Mondiale blindato che, come noto, avrebbe dovuto disputarsi anche in Bielorussia. Ma lo scorso mese di gennaio Minsk è stata messa fuori dalla federazione internazionale a causa della situazione politica instabile. Ricordiamo che gli sponsor avevano minacciato la IIHF di non patrocinare l`evento.


Una
squadra in divenire
Che nazionale rossocrociatavedremo a Riga? Come sempre da alcuni anni a questa parte, si aspettano gli arrivi dei giocatori dalla National Hockey League, che portano fosforo e talento. Ma ogni allenatore potrà iscrivere 28 giocatori e allora Patrick Fischer ne dovrà tagliare quattro dei 32 portati nei giorni scorsi in Lettonia. Proprio contro i padroni di casa, la Svizzera giocherà le sue due ultime partite amichevoli. Ne avrebbe dovuto disputare cinque ma alla fine ha affrontato solo la Russia (due volte) visto che le sfide contro Italia e Francia sono state cancellate a causa del Covid-19 che ha colpito le due rappresentative transalpine.


Coach Fischer ha ancora diversi nodi da sciogliere: a parte i tre portieri (che saranno Genoni, Berra e Nyffeler, quest’ultimo come anticipato dal Mattino della Domenica), per gli altri due settori sono parecchie le opzioni. In difesa punterà su Diaz, Mirco Müller, Moser e Siegenthaler. Quasi sicuri Alatalo (neo bianconero), Löffel e Fora. In aspettativa Frick, Untersander (che non ha disputato una grande stagione), Heldner, Geisser ed Egli. Sul fronte offensivo sicuri Hischier, Meier, Kurashev, Ambühl, Andrighetto, Hofmann e Corvi. Potrebbero esserci anche Dario Simion (che sarebbe all`esordio mondiale), Rod, Vermin e Bertschy. Da valutare Walser, Praplan, Herzog e Bertaggia. Anche per il bianconero non sarà facile entrare nei 28.


Mancherà all’appello, per contro, Luca Fazzini. E in fondo questa esclusione ci sorprende, visto la sua grande stagione con la maglia del Lugano. Sugli arrivi dalla NHL Fischer ha dichiarato che “ci contiamo molto, anche se sappiamo benissimo che i giocatori del nostro campionato sono garanzia di professionalità e attaccamento alla maglia”.


HEINZ NICOLUSSEN

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