Sport, 16 maggio 2021

“Mourinho non è finito. La Svizzera è un osso duro”

Intervista con il popolare direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni

LUGANO - Ivan Zazzaroni è il direttore del quotidiano sportivo Corriere dello Sport-Stadio nonché del Guerin Sportivo, una delle riviste storiche del panorama editoriale italiano. È stato opinionista nelle trasmissioni televisive della Rai Quelli che..., La Domenica Sportiva e Dribbling ed ha scritto, insieme a Davide Cassani e Pier Bergonzi, il libro di successo "Pantani. Un eroe tragico". 


Da 13 anni partecipa allo show Ballando con le stelle condotto da Milly Carlucci (come giurato ma anche concorrente). Si dice allievo di Italo Cucci, giornalista e scrittore fra i maggiormente affermati nella vicina Repubblica, grande tifoso (deluso) del Bologna, la città in cui è nato, e amico di Roby Baggio e Roberto Mancini, con i quali ha condiviso in passato i grandi momenti del calcio azzurro. Penna effervescente, mai banale, spesso e volentieri ha fustigato i padroni del vapore, “perchè il nostro mestiere deve essere anche quello”, ha affermato convinto nella intervista a noi rilasciata, durante la quale ha parlato del clamoroso ritorno di Mourinho in Italia, della crisi della Juventus, della nazionale italiana e delle sue future sfide contro la Svizzera “una delle peggiori squadre che ci potessero capitare sulla strada degli Europei e dei mondiali”, ha detto.


Caro Ivan: come definirebbe il momento attuale? Cominciando dalla grave crisi sanitaria. 
Ho la netta impressione che il mondo che conosciamo, quello del modernismo e del progresso occidentale, sia stato colto impreparato dalla pandemia. Ma soprattutto che abbia reagito in modo impulsivo, con insofferenza e demagogia. Questo é un virus che va combattuto con unità di intenti, grinta e solidarietà. Ne ho vista poca in giro, semmai ho notato che prevalgono individualismo e scarsa consapevolezza del pericolo. Ma siccome sono un ottimista di natura, mi auguro che le manchevolezze degli ultimi mesi si trasformino in energia positiva…


Anche il calcio sta vivendo un periodo buio.
E non è certamente colpa del coronavirus. Molto prima della pandemia i bilanci dei grandi clubs internazionali erano in rosso. Qualcuno diceva addirittura che la stragrande maggioranza erano tecnicamente falliti. Bisogna ripensare il calcio: abbassare i costi, tagliare gli stipendi, dare meno potere ai procuratori: ma come si puo ancora tollerare che ci siano giocatori che guadagnano 30/40 milioni annuali? E poi: anche lo spettacolo è regredito, la gente si sta stancando… 


Ma Mourinho alla Roma ci sembra, ci perdoni, un pugno nello stomaco. Ormai ha fatto il suo tempo… 
Non sono affatto di questa idea. Josè, che conosco personalmente, ha ancora tanto da dare. Lui è un vincente, un trascinatore, un capo-popolo, uno nel quale club, giocatori e tifosi si possano identificare. Il suo compito,prima ancora che di tecnico, sarà quello di ricreare entusiasmo ad un ambiente che ultimamente è abbastanza depresso. Un personaggio migliore la famiglia Friedkin non poteva sceglierlo.


Meglio di Maurizio Sarri?
Maurizio è un vero maestro, uno che insegna calcio, che ha bisogno della dedizione e della applicazione massima dei suoi giocatori. A Roma in questo momento ci vuole un condottiero dalla forte personalità e che sappia coinvolgere i suoi subalterni. Sarri è una altra cosa e alla Juventus lo hanno capito tardivamente. Anche se poi ha vinto uno scudetto. 


Ma Mourinho dopo il famoso triplete con l’Inter è stato licenziato ovunque: Real Madrid, Manchester United e Tottenham. Qualcosa vorrà pur dire. 
Ma a Madrid
e a Manchester ha comunque vinto qualcosa ed ha fatto rinascere quell’orgoglio sportivo che era andato smarrito. No, sono convinto che la Roma abbia scelto bene. E poi lui è motivatissimo. Se ha accettato questo incarico è perché ha avuto delle garanzie tecniche. Di certo non gli costruiranno
subito uno squadrone ma nel corso dei tre anni la squadra giallorossa potrà disporre degli elementi buoni per essere competitiva.


Parliamo del calcio italiano. Non se la passa troppo bene. 
Non abbiamo dirigenti adeguati, non ci sono visioni, non ci sono stadi moderni e siamo vittime, anche, delle perenni magagne del paese. Credo che il calcio sia lo specchio della nostra nazione. Si vive alla giornata senza pensare troppo al futuro. 


La Juventus, poi, è in piena bufera tecnica e societaria. 
Dopo nove anni puoi anche perdere lo scudetto. Credo che nessuno possa obiettare...Ma il problema è un altro: sono le scelte del presidente Agnelli che lasciano basiti. Prendere Andrea Pirlo, grande giocatore senza la minima esperienza da allenatore (non ha diretto nemmeno i pulcini) è stato un errore clamoroso per una società come quella bianconera. Ma non solo: la perdita di un dirigente pacato, umile e preparatissimo come Beppe Marotta è stato fatale. Paratici e Nedved, poi, hanno fatto il loro tempo. La Juventus ha bisogno di un ricambio a tutti i livelli. Ronaldo? Segna sempre un sacco di gol ... 


L’Inter di Antonio Conte sta decisamente meglio.
Sul piano sportivo, di sicuro. I nerazzurri hanno dominato il campionato. Con l’arrivo di Conte ha nettamente alzato il suo livello. Del resto, lo si poteva immaginare. Antonio è un martello, un massacratore. Sono curioso di vedere cosa farà in Champions League, anche se non credo che potrà fare miracoli. E non solo perché il club sembra essere in difficoltà finanziaria ma anche perché in Europa si gioca un altro calcio e le nostre compagini non sono ancora riuscito a capirlo… 


Le squadre di club soffrono mentre la nazionale italiana va a gonfie vele. 
Il mio amico Roberto Mancini ha portato una ventata di freschezza al difficile ambiente azzurro. Ha cambiato mentalità, ha dato spazio a tutti senza pregiudizi ed ha privilegiato quei giocatori messi in vetrina dal campionato. Il nome non è mai contato. Ma soprattutto Mancio ha provato a dare un gioco all’Italia: non scontato, visto che vede i giocatori una volta ogni due mesi. Tuttavia… 


Tuttavia?
La stragrande maggioranza degli avversari incontrati dal 2018 ad oggi erano di basso cabotaggio, se si eccettua quelle di Nations League. Aspetto gli azzurri al varco ai prossimi Europei e nelle qualificazioni per i Mondiali del 2022 in Qatar, quando avrà rivali maggiormente consistenti. A proposito: giocare la rassegna iridata in novembre è semplicemente assurdo. 


Fra gli avversari degli azzurri ci sarà anche la Svizzera. A partire dalla rassegna continentale. 
Conosco bene la vostra nazionale e soprattutto il commissario tecnico Petkovic, che alla Lazio ha lasciato buoni ricordi. La Svizzera è una delle peggiori squadre che ci potesse capitare. Gioca un calcio pragmatico, duttile dal punto di vista tattico ed ha pure buone individualità. Mi sembra, poi, che negli ultimi anni sia risalita parecchie posizioni nel ranking. È un osso duro. Occorrerà grande attenzione, altrimenti rischiamo di finire gambe alla aria.

MAURO ANTONINI

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