Sport, 29 aprile 2021

Tra pista e stadio (nuovi): i crucci di HCAP e FCL

L’Ambrì dovrà tentare di sfruttare al meglio la nuova Valascia, anche senza le partite di hockey, sulla testa del Lugano pende la spada di Damocle del referendum sul nuovo stadio

AMBRÌ/LUGANO – Potremmo semplicemente dire che il nostro Cantone non è uno di quelli in cui i palazzetti dello sport sono accettati esattamente con gioia: se da una parte la nuova Valascia ha visto, o vedrà presto, la luce dopo tanti tira e molla avvenuti negli anni passati, dall’altra sul Nuovo Polo Sportivo di Lugano pende la spada di Damocle del possibile referendum che l’MPS intende indire.
 
Partendo dalla nuova pista dell’Ambrì, in Leventina ora ci si sta muovendo per cercare di ottenere il massimo dall’infrastruttura che, visto anche il costo, non può prescindere dal non essere utilizzata anche in assenza delle partite. Non per nulla, per cercare di raggiungere l’obiettivo, in Leventina hanno creato la Gotthard Park & Events SA, una nuova realtà facente parte del Gruppo HCAP, che sarà diretta dell’ex CEO dei biancoblù Michele Orsi: organizzare, gestire e mettere a disposizione le infrastrutture in ottica di eventi non strettamente legati all’hockey. Ecco l’obiettivo della società.
 
Cogliere tutte le opportunità e le potenzialità del Nuovo Stadio Multifunzionale, per poter sfruttare tutto al meglio e diversificare l’offerta di eventi nella regione: l’hockey va bene, ma non solo. Poter ottenere un introito importante è una questione fondamentale e i nuovi impianti sportivi, in ogni angolo del mondo, sono stati realizzati
proprio per questo.
 
Scendendo verso sud, l’idea di sfruttare al meglio il Nuovo Polo Sportivo e degli Eventi di Lugano sicuramente non manca, ma è assolutamente evidente che il nuovo stadio serve al Lugano come il pane – esattamente come serviva all’Ambrì costruire una nuova pista – per restare “vivo”.
 
Se il club da una parte ha ricevuto la Licenza in prima istanza da parte della Commissione delle licenze per la prossima stagione sportiva, dall’altra c’è da sottolineare che questa sarà l’ultimo permesso dato dalla Lega alla società bianconera nel caso che i lavori per il Polo Sportivo non prendano il via. Dal 2016 grazie ad autorizzazioni eccezionali, il Lugano continua a giocare a Cornaredo, ma ora… il tempo è finito.
 
La spada di Damocle in questo caso si chiama referendum: in caso di esito negativo, dal 2022/23 la Commissione delle licenze non approverà la partecipazione alla Super League al Lugano. E questo sarebbe un vero e proprio disastro per l’FCL: chi metterebbe più i soldi per la costruzione di uno stadio con la squadra in Challenge? Praticamente nessuno.
 
Non bisogna quindi giocare col fuoco, sia per far quadrare i conti – come nel caso di Ambrì – sia e soprattutto per non mandare in frantumi quanto il Lugano, e il suo presidente, sono stati in grado di creare negli ultimi anni.

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