Ticino, 26 aprile 2021

"Test a tappeto: la Lega aveva ragione! Però ai frontalieri…"

*Dal Mattino della Domenica. Di Lorenzo Quadri


Ma guarda un po’: allora la Lega ed il Mattino avevano ragione! I test a tappeto contro lo stramaledetto virus cinese funzionano. La Lega li chiedeva già prima di Natale. Ma naturalmente sia a Berna che a Bellinzona hanno fatto orecchie da mercante per oltre 4 mesi. Mesi in cui sarebbe stato possibile contenere i contagi! Oltretutto, per quel che riguarda i test da svolgere in azienda, il Cantone ha pensato “bene” di porre una sfracca di condizioni e di paletti assortiti. Con l’evidente obiettivo di scoraggiare le ditte interessate a svolgere tamponi a tappeto fra i collaboratori. Il bilancio attuale dell’operazione è comunque il seguente: non risultano particolari focolai nelle aziende. Alla faccia dei $indakati ro$$i, che ancora nelle scorse settimane blateravano di chiudere ulteriori attività economiche e di lasciare i lavoratori a casa, stipendiati con i soldi degli altri, e senza alcuna certezza di avere ancora un impiego a cui tornare! La fregola chiusurista dei $inistrati ha distrutto decine di migliaia di posti di lavoro, ed è solo l’inizio! Ecco come i $indakalisti ro$$i - che spesso e volentieri sono pure politicanti - difendono i lavoratori: mandandoli in disoccupazione ed in assistenza!
 

4.2 milioni al mese
 

I test “fai da te” in Ticino sono in vendita dal 7 aprile. Chiunque ne può ritirare gratuitamente in farmacia 5 ogni 30 giorni. Secondo il bilancio stilato dal Cantone, finora ne sarebbero stati consegnati circa 100mila. Qui urgono ulteriori informazioni. Come sappiamo il governicchio federale ha avuto la “geniale” idea di pagare, con i soldi del solito sfigato contribuente rossocrociato, anche i test dei frontalieri. Considerando che un test costa 12 Fr, e che i frontalieri attivi in Ticino sono 70’115, la spesa potenziale per i test dei frontalieri è di ben 4.2 milioni di Fr al mese (12 Fr per 5 test al mese per 70’115 frontalieri). Questo solo per i permessi G presenti nel nostro Cantone. A livello nazionale, il conto mensile raggiunge la stratosferica cifra di 21 milioni! Senza poi considerare che nulla vieta al frontaliere furbetto di rivendere in patria i test ottenuti in regalo in Ticino, facendoci su una bella cresta: “tanto gli svizzerotti sono fessi e non si accorgono di niente!”.
 

Rifatturare
 

Come scrivevamo la scorsa settimana su queste colonne, e come da mozione leghista al Consiglio federale, è evidente che i costi dei test regalati ai frontalieri vanno recuperati: o dai frontalieri stessi, o dai loro datori di

lavoro, o dallo Stato italico. Ma di certo NON possono rimanere sul groppone del contribuente elvetico! Ci sono paesi UE che fanno entrare i frontalieri in arrivo da altri Stati UE solo dietro presentazione di un tampone negativo non più vecchio di 48 ore, che i frontalieri devono - ovviamente - eseguire in patria ed a proprie spese! Invece il governicchio federale fa entrare tutti i frontalieri e gli paga pure i test “fai da te” con i nostri soldi?

Ma col piffero!

Sicché, vogliamo sapere quanti dei 100mila tamponi “fai da te” finora distribuiti in Ticino sono andati a frontalieri! Così ci muniamo di pallottoliere e cominciamo a fare due conti! Cedere vaccini? Per restare in tema di vicini a sud, nei giorni scorsi se ne è sentita un’altra che farebbe ridere se non ci fosse da piangere: l’agenzia ANSA ha battuto la notizia che il Canton Ticino avrebbe dato la disponibilità a cedere dosi del vaccino AstraZeneca alla Regione Piemonte. Cosa, cosa? La realtà (per fortuna) è un po’ diversa. Il Ticino non può cedere dosi a chicchessia, dal momento che a gestire la distribuzione dei vaccini è la Confederella. Quindi il Cantone ha semplicemente trasmesso la richiesta piemontese a Berna. “Tüt a posct”, dunque? Per niente! Tanto per cominciare, una simile richiesta il Cantone poteva anche evitare di farla procedere. La domanda andava bloccata perché sotto le cupole federali è incadregato il governicchio più debole della storia. Il “ministro dei FLOP” kompagnoAlain Berset e gli inetti burocrati dell’UFSP hanno vergognosamente FALLITO nell’approvvigionamento di vaccini contro il virus cinese. Essendo tuttavia il motto del citato governicchio “prima gli altri” (altro che “prima i nostri”), da un simile gremio ci si può anche aspettare che ceda vaccini all’estero quando non ce ne sono per gli svizzeri! Il fatto che continui a regalare vagonate di milioni a paesi stranieri vicini e lontani e paghi pure i tamponi ai frontalieri è un campanello d’allarme!
 

Sveglia!
 

Il vaccino AstraZeneca è utilizzato su larga scala in vari Stati europei, tra cui la Gran Bretagna: sicché la Svizzera avendo ordinato 5.3 milioni di dosi del preparato - si sbrighi ad omologarlo e ad utilizzarlo per i suoi cittadini! Altro che cederlo al Piemonte! E dove sono i vaccini russi Sputnik? Sveglia: per colpa della gestione $ocialista del kompagno Berset, la campagna di vaccinazione in Svizzera è a livello di Terzo mondo!

 

*Edizione del 24.4.2021


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