Ticino, 22 aprile 2021

Mendicava in Ticino, ora vince (in parte) al Tribunale federale

Un 28enne rumeno, più volte multato per accattonaggio in Ticino, è andato fino al Tribunale amministrativo federale (TAF) per contestare il divieto d’entrata in Svizzera emesso nei suoi confronti dalla Segreteria di Stato della migrazione (SEM). E, incredibilmente, ha ottenuto almeno in parte ragione.

I giudici del TAF, come si legge nella sentenza pubblicata ieri, hanno infatti parzialmente accolto il ricorso presentato dall’avvocato Marco Frigerio di Chiasso per conto del mendicante rumeno, riducendo la durata del divieto d’entrata da 4 a 3 anni.
“Una durata di tre anni appare più consona – scrivono i giudici – a garantire la difesa dell’ordine e della sicurezza pubblici svizzeri senza incidere in misura eccessiva sugli interessi privati del ricorrente”.

L’uomo era stato condannato a tre riprese dal Ministero pubblico ticinese, tramite decreto d’accusa, per accattonaggio e vagabondaggio. Nel maggio 2019 la SEM era venuta a sapere che egli era stato condannato anche in Italia, in particolare a una pena di 9 mesi sospesi per resistenza a un pubblico ufficiale e lesione corporale. Viste le condanne italiane, nel giugno 2019 la SEM aveva quindi emesso nei suoi confronti un divieto d’entrata
in Svizzera della durata di quattro anni.

L’ambasciata svizzera a Bucarest, incaricata di notificare la decisione della SEM al cittadino rumeno, non era riuscita nel suo intento. Perché lui era tornato in Ticino, dove era stato fermato nel luglio 2019 dalle Guardie di confine.

A questo punto il 28enne si è affidato a un legale, l’avvocato Marco Frigerio di Chiasso, per contestare il divieto d’entrata in Svizzera, da lui ritenuto sproporzionato. Su richiesta del TAF, egli ha subito versato i 1000 franchi richiesti come anticipo spese. Ed è in seguito rimasto in attesa di una decisione dei giudici.

Una decisione che è giunta lo scorso 12 aprile ed è stata pubblicata oggi. Il TAF ha ritenuto che i reati commessi dal cittadino rumeno giustificassero un divieto d’entrata. In particolare il reato di resistenza a un pubblico ufficiale è stato considerato “grave”. Tuttavia i giudici hanno deciso di ridurre la durata del divieto d’entrata da 4 a 3 anni. Il ricorrente potrà quindi tornare in Svizzera già nel giugno 2022. Intanto riceverà indietro parte del suo anticipo nonché un’indennità per le spese sostenute in sede giudiziaria.

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