Svizzera, 20 marzo 2021

Un documentario della SRF fa indignare le donne socialiste

Ha fatto indignare persino la consigliera nazionale PS Tamara Funiciello, il documentario trasmesso giovedì sera dalla SRF sul detenuto siriano Kiko Hassan e sull’ex guardia carceraria Angela Magdici, protagonisti di una rocambolesca fuga dal carcere nel 2016.

Un documentario durante il quale Kiko Hassan e quella che è nel frattempo diventata sua moglie minimizzano gli stupri per i quali lui sta scontando 8 anni di carcere.

“Ha fatto un errore – dice Angela Magdici – ma lo sta pagando doppiamente e triplamente”. A detta della 36enne, non ci sono prove che suo marito abbia effettivamente commesso uno stupro. “C’erano due versioni – spiega l’ex guardia carceraria – ma si è voluto credere a solo una di queste”.

Kiko Hassan ha dal canto suo raccontato che una delle sue giovani vittime gli aveva chiesto di fermarsi ma che lui era andato avanti. “Sono stato un idiota” ha commentato, pur non capacitandosi di come le autorità possano averlo condannato a 8 anni di carcere.

Il documentario della SRF prosegue senza alcun contraddittorio. Non viene in alcun modo spiegato per quali motivi i giudici sono stati così severi con lo stupratore siriano. Un silenzio che ha suscitato parecchie critiche.

“È uno scandalo – afferma
Tamara Funiciello sul Blick – che la SRF abbia lasciato parlare i due protagonisti senza contestualizzare le loro affermazioni”. L’ex presidente della Gioventù socialista cerca di immaginare cosa possono aver pensato le vittime di Kiko Hassan vedendo il documentario.

“È terribile – dice -. In fin dei conti è stato condannato! I due protagonisti del documentario minimizzano l’accaduto e questo è altamente problematico”.
Sulla stessa linea, sempre sul Blick, è anche un’altra consigliera nazionale PS, Min Li Marti.

“Avrebbe dovuto essere sentita anche l’altra parte – afferma -, per esempio il Ministero pubblico”.
Infine anche la consigliera nazionale UDC Andrea Geissbühler lamenta una mancanza di obiettività nel documentario. “Attraverso il racconto romantico della fuga – chiosa – si mettono in secondo piano i crimini commessi da Hassan, come se fossero delle bagatelle. Le sue vittime erano giovani donne che resteranno traumatizzate a vita. Deve essere stato terribile vedere il loro stupratore in televisione”.

Infine Geissbühler critica il fatto che la SRF abbia dedicato alla coppia un documentario, come se fossero degli eroi. “Ma i criminali – ricorda – non sono degli eroi”.

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