Ticino, 26 febbraio 2021

Meno posti di lavoro in Ticino (ne sono stati persi 10mila) ma i frontalieri aumentano

L’Ufficio federale di statistica (UST) ha diramato quest'oggi (vedi correlati) una serie di dati relativi all'occupazione nel quarto trimestre in Svizzera. Riassumendo, nel quarto trimestre 2020 l’occupazione complessiva (numero di posti) è calata dello 0,4% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente (+0,1% rispetto al trimestre precedente). L’occupazione femminile ha segnato una flessione dello 0,6%, mentre quella maschile dello 0,3%. Nello stesso periodo, anche le cifre occupazionali convertite in equivalenti a tempo pieno sono diminuite dello 0,4%. Sulla piazza economica svizzera sono stati contati 12'600 posti liberi in meno rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente (–16,1%), e l’indicatore delle prospettive d’impiego tende al ribasso (–2,4%).

In Ticino la contrazione è addirittura del 4,4%, il che significa una perdita
di ben 10 mila posti di lavoro. Se si pensa che in tutta la Svizzera se ne sono persi 23mila, è facile vedere il rapporto: quasi un 50% di tutti gli impieghi perduti col Covid sono nel nostro Cantone, quello che subito di più in quel senso la crisi.

Ma un dato che segna una crescita c'è: quello dei frontalieri. Nel quarto trimestre del 2020 hanno toccato in Ticino quota 70'115. Settore per settore, sono occupati per lo più nel commercio (10'972), nella attività professionali scientifiche e tecniche (7'824), nell’attività amministrative e di servizi di supporto (6'632) e nella sanità e assistenza sociale (4'349), oltre che nel manifatturiero (16'124) e nelle costruzioni (7'759).

I lavoratori stranieri, in Ticino, superano quelli di nazionalità svizzera. Gli svizzeri sono infatti "solo" il 47,9% degli occupati. 

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