Sport, 29 novembre 2020

“Il Basilea ha perso qualità ma resta un osso duro”

L’ex bianconero e rossoblù Christian Gimenez parla della sfida odierna e non solo...

LUGANO - Christian Gimenez, oggi c’è Lugano- Basilea. Una classica del nostro torneo ma a ruoli invertiti...
Se debbo essere sincero - dice l’ex bomber dei bianconeri e renani — non sono sorpreso da questa situazione. In casa FCL si è lavorato bene e si stanno raccogliendo i primi frutti. Il secondo posto non è casuale così come il fatto che sia ancora imbattuto. Accortezza tattica, solidità e carattere: sono il marchio di fabbrica di Maurizio Jacobacci, un tecnico che stiamo apprezzando tutti. Sull’altro fronte, invece, si stanno pagando errori nelle scelte strategiche ed una qualità della rosa che non è più quella di qualche anno fa. Ma può starci che dopo tanti anni di dominio, una società possa incappare nelle difficoltà. Succede ai club più quotati d 'Europa.

Dunque bianconeri favoriti oggi...
Ci andrei piano... Nel campionato svizzero, che io seguo regolarmente, tutti possono battere tutti. E dimostrato. Quindi i renani non sono affatto da sottovalutare. Anzi. Hanno comunque un organico che nella Super League non sfigura affatto. Ritengo che questo Basilea possa tornare a lottare per il titolo. E il Lugano dovrà stare molto attento. Anche se...

Anche se?
In questo momento la squadra ticinese ha una compattezza mentale che le permette di assorbire e combattere ogni avversità. Abbiamo visto a Ginevra come ha saputo cambiare in corsa il suo modo di giocare. Ha acquisito consapevolezza dei propri mezzi e questo è fondamentale...

Christian: meglio questo o il o Lugano di Roberto Morinini?
Ho sentito che si è discusso molto su questo tema. Ma io non posso dare un contributo in merito: secondo il mio parere bisogna aspettare almeno la fine della prima parte del torneo e cioè a Natale. Solo allora si potrà stilare un bilancio ed eventualmente tracciare dei paragoni. Oggi è troppo presto.
Senza dimenticare che il calcio è cambiato, direi in modo esponenziale.

Un tuffo nel passato, al Lugano degli argentini.
Più che degli argentini, di Morinini o del gruppo. Una squadra fantastica, composta da amici. Tutti
per uno, uno per tutti! Chi non remava nella stessa direzione era fuori. Il mister costruì un bel giocattolo. Mancò solo la ciliegina sulla torta ossia la conquista del titolo o della Coppa Svizzera. Durante quegli anni sono cresciuto come uomo epersona, ho imparato ad essere un professionista, un calciatore. Al fianco di giocatoli incredibili come Rossi, Bastida, Moresi, Rota o a personaggi dello staff bravissimi quali Maragliano e Rongoni. Un ’epoca straordinaria...

Come straordinaria è stata quella di Basilea...
Quattro anni trascorsi in un club che aveva una struttura decisamente diversa da quella luganese. Uno stadio moderno, 30 mila spettatori e una passione difficilmente riscontrabile in Svizzera. Vincere era certamente più facile: c’era maggior disponibilità economica e di conseguenza la rosa era di grande qualità. Segnai un centinaio di reti, forse un primato da quelle parti. E poi giocammo la Champions League, una esperienza incredibile. Affrontare squadre del calibro di Juventus o Manchester United ti proietta in un altro mondo calcistico. Se a Lugano avevo imparato a giocare, a Basilea ho sfruttato le peculiarità di un football d’alto bordo.

Questo bagaglio d’esperienza Gimmy lo mette in campo come procuratore.
Da qualche anno faccio questo mestiere e debbo dire che mi diverto molto. La mia sede è a Barcellona ma sono spessissimo in Svizzera visto che rappresento diversi giocatori. A tutti i miei assistiti cerco di trasmettere un concetto: non si deve mai mollare, soprattutto quando le cose vanno male.
L ’ho imparato tanti anni fa e alla fine ce l’ho fatta. Non ero un fenomeno ma alla lunga ho saputo farmi apprezzare ovunque. Un bel risultato no?

Gimenez: per finire due parole sul suo connazionale Diego Maradona appena scomparso...
Tutti gli argentini in questo momento sentono un grande dolore per la morte di Diego. Non era soltanto un calciatore, il migliore di tutti i tempi, ma anche un idolo, soprattutto delle classi sociali più povere, per le quali ha sempre avuto parole d'affetto. Il calcio e il nostro paese perdono un qualcosa di inestimabile...

A.M.

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