Sport, 24 novembre 2020

Medvedev-Thiem: pronti a scalzare Federer-Nadal-Djokovic?

Il russo e l’austriaco nelle Finals che sono terminate domenica hanno entrambi battuto sia lo spagnolo che il serbo: è il primo passo verso l’ascesa della NextGen?

LONDRA (Gbr) – È stata una finale tesa, agonisticamente parlando drammatica, ricca di capovolgimenti di fronte e di colpi pazzeschi. Esattamente come tutto il torneo. Le Finals di Londra hanno incoronato Daniil Medvedev, capace nell’atto conclusivo di superare Dominic Thiem in rimonta e di regalarsi il primo trofeo londinese della sua giovane carriera.

Ma c’è di più: sia il russo che l’austriaco, su tutto l’arco del torneo, sono stati in grado di battere sia Rafael Nadal che Novak Djokovic, ovvero il meglio che il tennis mondiale – in attesa del ritorno alle competizioni di Roger Federer – possa offrire. Una cosa non da poco: soltanto Stan Wawrinka era riuscito a imporsi in un torneo, quella volta si trattava però di uno Slam, l’Australian Open 2014, eliminando sia il serbo che lo spagnolo.

Thiem arrivava alle Finals dopo aver vinto il suo primo Slam, imponendosi agli US Open, mentre il russo ha trionfato a Londra dopo essere incappato in un’annata non esattamente straordinaria, a differenza di quanto gli era successo nel 2019, quando perse sì la finale di New York contro Nadal, ma era stato il giocatore ad aver vinto più partite su tutto l’arco dell’anno solare.

Le Finals spesso, specie a partire dal 2015 quando arrivò l’ultimo trionfo di Djokovic (Nadal non è
mai riuscito ad alzare al cielo quel trofeo), regalano delle sorprese, ma quest’anno, con i giocatori giunti alla O2 Arena più freschi, più riposati e con meno partite nelle gambe, potrebbero aver espresso il loro verdetto. Un verdetto che potrebbe anche mettere in risalto che l’Atp potrebbe trovarsi di fronte a quel cambio generazionale da tanti paventato negli anni scorsi, ma che non si è mai concretizzato.

Il talento a Federer, Nadal e Djokovic ovviamente non manca, ma la carta d’identità non è dalla loro. Le 39 primavere di Roger, le 34 di Rafa e le 33 di Nole possono e potranno risultare un fattore determinante, quando dall’altra parte della rete ci sono giocatori come Thiem (27 anni), Medvedev (24), senza dimenticare Alexander Zverev (23) e Stefanos Tsitsipas (22), che con la loro corsa, la loro fisicità e i loro colpi incredibili chiedono strada.

Il 2021, sempre se ci sarà un calendario degno degli anni precedenti (già l’Australian Open dovrebbe essere rimandato a marzo/aprile a causa della pandemia), potrebbe dire tanto. Il rientro di Federer è da tutti atteso, ma sarà interessante vedere come la nuova generazione di tennisti riuscirà a scalzare dal tetto dell’Atp quei 3 fantastici tennisti che hanno fatto la storia di questo sport, abbattendo e stabilendo record su record.

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