Ticino, 20 ottobre 2020

Il COVID-19 e la disoccupazione dei residenti

"L’emergenza COVID-19 ha stravolto completamente la nostra quotidianità sotto diversi punti di vista; abbiamo dovuto rivedere e rivalutare le nostre priorità e piegarci di fronte alla forza di un nemico invisibile. Tra le vittime della pandemia c’è sicuramente il mercato del lavoro, colpito violentemente dall’emergenza. Purtroppo, in questa fase autunnale si intravede l’arrivo di una crisi che potrebbe essere paragonabile a quella della scorsa primavera".

Inizia così l'interrogazione che alcuni deputati leghisti (Stefano Tonini primo firmatario) hanno inoltrato al Governo. "Da qui alla fine della pandemia, inoltre, si prevede che il numero di persone costrette alla quarantena sarà molto alto. Per tali motivi è fondamentale reagire in maniera tempestiva ed efficace in particolare in difesa dei disoccupati residenti", continua l'atto parlamentare. Alla luce di quanto esposto, ecco le domande sottoposte al Consiglio di Stato:

1. Quanti nuovi
casi di disoccupati ticinesi ci sono stati quest’anno a causa della pandemia?

2. Il Governo cosa sta facendo per difendere il lavoro dei residenti?

3. Quali misure proporrà il Governo in favore di quei datori di lavoro che assumeranno manodopera residente?

4. Secondo le ultime statistiche USTAT in Ticino da 232'000 posti di lavoro siamo scesi a 227'000 posti, ma il numero dei frontalieri è rimasto quasi invariato e si assesta sempre attorno a 67'000 unità di lavoratori frontalieri; quindi vuol dire che a perdere il posto di lavoro sono stati 5'000 residenti?

5. Il Governo non valuta di estendere/riproporre le misure prese durante il lockdown riguardo alle misure LADI? Valuta possibile per un disoccupato cercare lavoro in maniera ragionevole in questo periodo? Non dovrebbero essere intrapresi tutti i passi affinché i giorni disponibili per l’indennità di disoccupazione siano estesi, come già fatto nel periodo primaverile del Covid-19?

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