Ticino, 12 ottobre 2020

"Lockdown? Col cavolo!"

*Dalla prima pagina del Mattino della Domenica. Di Lorenzo Quadri

I contagi da stramaledetto virus cinese sono tornati ad aumentare. Non ci voleva il Mago Otelma per prevedere che sarebbe accaduto, tra frontiere spalancate, ripresa degli eventi, e poi vacanzieri in zone a rischio, discotecari, e la Romandia impestata “grazie” alla libera circolazione con la Francia. I casi aumentano, ma non bisogna nemmeno fare del catastrofismo: in Ticino le persone in ospedale sono comunque pochissime (ieri sera erano otto), e la situazione si presenta molto diversa rispetto a marzo ed aprile.

Dunque, è giusto intervenire. Ma tenendo ben presente un assunto: un secondo lockdown, al contrario di quanto dichiarato dal governicchio, non è l’“ultima ratio”. E’ proprio ESCLUSO a priori! Chiaro il messaggio? ESCLUSO! Di richiudere tutto come in primavera NON SE NE PARLA PROPRIO. Perché il Ticino
e la Svizzera andrebbero in fallimento! Giusto, quindi, introdurre l’obbligo di mascherina nei negozi (lo si sarebbe dovuto fare già da un pezzo); giusto chiudere discoteche e locali notturni, dove le norme di sicurezza sanitaria sono impossibili da rispettare (il settore potrà essere aiutato economicamente tagliando sui miliardi che la partitocrazia si ostina a regalare all’estero).

Ma che nessuno si sogni di proibire alla gente di lavorare! E questo punto fermo, il governicchio farà bene a chiarirlo subito a funzionari quali Giorgio Merlani (medico cantonale) e Matteo Cocchi (comandante della Polizia). Non vorremmo infatti che i due “Cip e Ciop” della pandemia già s’immaginassero di tornare ad imperversare sui media come in primavera, terrorizzando la popolazione! I funzionari facciano i funzionari e non le primedonne!


*Edizione dell'11 ottobre 2020

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