Svizzera, 10 ottobre 2020

Una svizzera uccisa da un gruppo islamico in Mali

Una cittadina svizzera rapita quattro anni fa in Mali è stata uccisa dai suoi rapitori, un gruppo islamico vicino a Al Qaida. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) lo ha annunciato venerdì sera.

Le autorità francesi hanno informato la Svizzera venerdì pomeriggio che l'ostaggio svizzero detenuto in Mali è morto, ha scritto il DFAE in comunicato. La donna è stata uccisa da rapitori appartenenti all'organizzazione terroristica islamica Jama'at Nasr al-Islam wal Muslim (JNIM) circa un mese fa.

"È con grande tristezza che ho appreso della morte del nostro concittadino", ha detto il capo del DFAE Ignazio Cassis in un messaggio pubblicato su Internet. "Condanno questo atto crudele ed esprimo le mie più sentite condoglianze ai parenti della vittima".

Le circostanze esatte dell'omicidio dell'ostaggio svizzero non sono ancora chiare. Le autorità francesi sono state informate di questa esecuzione tramite l'intermediario dell'ostaggio francese recentemente liberato, Sophie Pétronin.

Le autorità svizzere, scrive il DFAE, si stanno adoperando per scoprire le circostanze esatte di questa esecuzione e il luogo in cui si trova il corpo della vittima. Inoltre le autorità elvetiche faranno il possibile per rimpatre la salma. A tal fine il DFAE cercherà di rivolgersi al nuovo governo di transizione del Mali.

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