Opinioni, 02 settembre 2020

In risposta a Bertoli: sulla libera circolazione non è questione di torto o ragione

Ho letto l’articolo dell’on. Bertoli, apparso su La Regione del 31 agosto a inizio pagina, proprio accanto ad una vignetta con in caratteri cubitali “NO all’iniziativa contro gli accordi bilaterali il 27 settembre 2020”.e non condivido per niente lo stile mendace usato.

Nel corso della mia vita ho imparato che torto e ragione non esistono, ma semplicemente che due pensieri diversi portano ad altrettante conseguenze diverse.

A questo sono comunque riuscito a porre rimedio, analizzando sempre le due facce della medaglia, ciò che mi ha permesso di valutare le varie situazioni il più oggettivamente possibile e scoprendo più avanti di avere scelto spesso la via giusta. Non sono un mago e per raggiungere questi obiettivi ho sempre usato due semplicissime regole che ognuno dovrebbe applicare quando vuole convincere qualcun' altro della bontà di quanto afferma.: - La sincerità e l’onestà.

Ritornando all’articolo in questione, si nota già in partenza l’ipocrisia del messaggio. Non si vota contro gli “accordi bilaterali”, bensì contro “la libera circolazione delle persone”. Interpreto questo come con un chiaro intento di confondere i meno avveduti. Ultimamente si sente di tutto e di più. C’è chi dice che i bilaterali non sono legati alla libera circolazione, mentre lei on. Bertoli, assieme ad altri, dite il contrario. Orbene, senza voler rivestire i panni di Diogene e girare in queste fresche notti settembrine con un lanternino in mano a cercare un giusto, preferisco riflettere su alcuni punti che ritengo molto importanti per il futuro della nostra sovranità, seguendo con ordine il suo messaggio:

-1- Politica coordinata dei trasporti

Gli svizzeri hanno pagato interamente l’Alptransit, perché la Germania e l’Italia non erano interessate a partecipare. Lo scopo principale di quest’operazione era finalizzato al trasferimento del trasporto delle merci dalla gomma alla rotaia, ciò che avrebbe permesso di ridurre di molto le centinaia di migliaia di TIR dell’EU che ogni anno passano sotto il S. Gottardo e il S. Bernardino.

Orbene, non pensa On. Bertoli che questo sia positivo per l’ambiente, considerando oltretutto che quest’ultimo è stato il cavallo di battaglia brandito dai verdi e dal suo partito, nelle ultime elezioni federali?

Pensi, meno inquinamento, meno danni e costi di manutenzione delle strade causate da questi bisonti da 40 tonnellate, che in paragone alla tassa sul traffico pesante porterebbero solo benefici!
Vorrei poi vedere quanto costa ai
TIR dell’EU dover raggirare la Svizzera!

-2- Delocalizzazione delle produzioni dalla Svizzera

E’ vero o no che meno ditte straniere, significa meno frontalieri provenienti dall’EU, che se non erro sono 350'000 circa che ogni giorno varcano i confini nazionali. Anche qui, meno inquinamento, meno traffico, sia sulle autostrade, sia parassitario ecc. ecc..

Qui comincio a pensare che il vostro cavallo di battaglia a favore dell’ambiente, sia stata solo una favola per tirare l’acqua al proprio mulino.

Non dimentichiamo poi che magari i nostri disoccupati, quelli in assistenza e i nostri giovani che si son dovuti traferire oltre Gottardo, perché in Ticino non trovano lavoro o sono stati soppiantati da lavoratori stranieri, avranno forse uno spiraglio per una vita migliore nel loro luogo natio.

Sarà pur vero che i lavoratori stranieri pagano le imposte anche loro: - tuttavia, mi hanno sempre insegnato che di solito i cittadini pagano le imposte per ricevere servizi e infrastrutture, mentre in questo caso vanno a quei sfortunati operai che non trovando più lavoro sono costretti a rivolgersi all’assistenza.

In poche parole per dirla nel mio dialetto, i vegn de rif e i van de raf.
Come può continuare a lungo e in salute una società in una simile situazione? ./.

-3- La Svizzera partecipa a pieno titolo alla collaborazione Europea….. importando il 70% ed esportando il 52%...

Anche qui on. Bertoli, non pensa che la differenza del 18% a favore dell’Europa, pari a circa dieci miliardi di franchi l’anno, sia già un motivo valido per l’UE per non peggiorare una situazione già alquanto critica a causa del covid 19, che ha strangolato il PIL di molti stati Europei con Germania in testa? – Se a questo aggiungiamo che in caso di eventuali rappresaglie, essa dovrà mantenere i propri cittadini resi disoccupati proprio dai vertici di Strasburgo…..

A tale riguardo si ricorda on. Bertoli che al momento della votazione del famoso 9 febbraio, l’EU ha immediatamente espulso la Svizzera da Erasmus, per farla poi rientrare dalla porta di servizio quando la Svizzera ha detto niente Erasmus, niente Money?

Questo dovrebbe bastare per capire che anche per l’EU pecunia non olet e che certe reazioni che intaccano la sovranità altrui possono rivelarsi costosi capricci.

Termino ribadendo che indipendentemente di come andranno le cose, un messaggio per essere confacente e non criticato, deve esternato con sincerità, onestà e imparzialità.

LETTERA FIRMATA

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