Sport, 25 agosto 2020

Sartori: “Olten la scelta migliore per arrivare a Bienne: necessitavo di una scossa. Il COVID detterà i tempi del campionato”

Il difensore ticinese è tornato a parlare degli anni di Lugano e ha fatto la fotografia della “sua” nuova città alle prese con la pandemia: “Grande differenza rispetto al Ticino, sono tutti più sereni”

BIENNE – Lugano, Ticino Rockets, ancora Lugano, passando poi per i finlandesi del Roki Hockey Rovaniemi, per il Visp e l’Olten: la carriera da professionista di Riccardo Sartori, fin qui, è stato un continuo girovagare, un continuo sali e scendi. In maglia bianconera il classe 1994 ha trovato meno spazio di quanto probabilmente meritasse, ma ora il 25enne ticinese sembrerebbe aver trovato la sua giusta direzione: da quest’anno, e per le prossime due stagioni, si è legato al Bienne. Una delle società che più puntano in alto nel nostro campionato di hockey, mica poco: “Sono davvero contento e da parte mia penso di meritarmi questo contratto, questo passaggio in LNA e questa fiducia – ci ha spiegato lo stesso ragazzo di Sementina – Anche del mio passato non rinnego nulla; certo se alla Resega le cose fossero andate meglio non mi sarebbe dispiaciuto, ma ho imparato tanto in questi anni. Ora so gestire determinati aspetti di questo mestiere e del mio carattere, sono più tranquillo e sereno rispetto a qualche anno fa e so che starà solo a me riuscirlo a dimostrare”.

I tempi di Lugano, del continuo via vai verso altri lidi, Finlandia compresa, sono lontani…
Avevo bisogno di una scossa. Avevo bisogno di ritrovarmi e posso tranquillamente dire che Olten è stata la scelta migliore che potessi fare: il mio obiettivo era ritornare in LNA e sapevo che lì lo avrei potuto fare.

Ora sei a Bienne. Piazza importante: come state vivendo come squadra questa strana situazione?
È un periodo del quale e nel quale non si capisce bene come stiano le cose, ma noi dobbiamo pensare ad allenarci. In teoria il campionato partirà a ottobre, così è stato stabilito, ma credo che i tempi li detterà la pandemia: noi dovremo solo farci trovare pronti.

Non è stata un’estate semplice per voi anche per via della terribile notizia del cancro riscontrato a Törmanen…
Siamo rimasti tutti turbati. Io non lo conoscevo prima di arrivare qui a Bienne, ma ovviamente poi ho instaurato un ottimo rapporto. Al momento ci alleniamo con il nostro DS e con l’assistant coach… per quanto riguarda il futuro, starà alla società decidere cosa sia il meglio per noi. Ma è chiaro che il pensiero di Antti è sempre presente e gli auguro tutto il meglio e di rivederlo presto in panchina.

Il Bienne vi ha messo delle limitazioni per quanto concerne le vacanze per via del COVID-19?
No, la società ci ha lasciato totale libertà, ma credo che sia giusto: ognuno di noi deve avere una certa responsabilità individuale. Sappiamo che non dobbiamo ammalarci, sappiamo che tra noi c’è questo virus, sappiamo che dobbiamo farci trovare pronti per l’inizio della stagione: se un giocatore va in vacanza in un Paese a rischio e poi deve restare in quarantena e non può allenarsi con la squadra… si deve prendere le proprie responsabilità.

Quindi responsabilità personale all’esterno e misure di prevenzione all’interno della Tissot Arena?
Esattamente, rispettiamo tutte le direttive che sono state date dal Consiglio federale. Il disinfettante è presente praticamente ovunque, lavoriamo e ci spostiamo verso la palestra divisi in due gruppi divisi. Nello spogliatoio tutti noi, allenatore, massaggiatore o chiunque ci sia compresi, indossiamo la mascherina che ovviamente togliamo prima di entrare sul ghiaccio perché quello… è davvero impossibile da gestire.

In Ticino come ben sai il COVID-19 ci ha costretti a cambiare tante abitudini. A Bienne come la stanno vivendo questa situazione?
Ho vissuto in Ticino durante la fase intensa del Coronavirus, mi allenavo nel nostro Cantone. Sono arrivato a Bienne quando gli allenamenti in gruppi di 5 persone sono stati permessi… quindi ho visto come è stato vissuto nella Svizzera italiana e posso dire che c’è davvero molta differenza rispetto a Bienne. Qui sono tutti più sereni, tranquilli anche se ora le misure sono aumentate e noto che praticamente tutti seguono le direttive.

Tornando infine a parlare di hockey: che campionato ti immagini sul ghiaccio e sugli spalti?
Per quanto riguarda i tifosi… bella domanda. Non saprei davvero. Come detto i tempi li detterà la pandemia, ma penso che neanche le società al momento sappiano al 100% come comportarsi. Queste amichevoli serviranno anche a loro per prendere confidenza con le misure di sicurezza apportate, ma il tutto prenderà forma in corso d’opera. Per quanto riguarda il ghiaccio… magari all’inizio potremo assistere a qualche sorpresa, dettata soprattutto dalla mancanza di pubblico e dalla mancanza di feeling delle squadre con questa situazione particolare. Quando però il tutto diventerà abituale… i veri valori usciranno.

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