Svizzera, 01 agosto 2020

SwissCovid presto installata automaticamente su tutti i telefoni?

Nonostante gli sforzi del Consiglio federale, l'applicazione SwissCovid fa ancora fatica a convincere gli svizzeri. Secondo una stima dell'Ufficio federale di statistica (UST), il numero di scaricamenti è rimasto finora stagnante a circa 1,2 milioni. Affinché l'applicazione funzioni in modo efficace, tuttavia, dovrebbe essere scaricata su larga scala.

Questa situazione è considerata tanto più critica in quanto il numero di contaminazioni giornaliere continua ad aumentare. Venerdì l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha segnalato 210 infezioni supplementari nelle ultime 24 ore.

La Task Force della Confederazione sta ora valutando la possibilità di far installare automaticamente l'applicazione SwissCovid sugli smartphone mediante un aggiornamento del software del telefono.

In una recente versione di un documento che definisce la strategia da adottare per garantire che l'applicazione venga scaricata dal maggior numero possibile di persone, si legge la seguente frase: "Costringere gli utenti ad astenersi deliberatamente dall'installare l'applicazione potrebbe essere un'opzione da prendere in considerazione se la pandemia dovesse causare danni futuri maggiori di quelli attualmente previsti".

Agli utenti viene quindi offerta la possibilità di scaricare o non scaricare l'applicazione contemporaneamente all'aggiornamento del software, oppure l'applicazione viene installata di default, e gli utenti che non la vogliono possono rifiutarla deselezionando una casella prevista a tale scopo.

Ma ci sono ancora diversi ostacoli prima che SwissCovid possa essere installata su tutti i telefoni. A cominciare dal fatto che Apple e Google si sono finora rifiutati di associare SwissCovid a un aggiornamento del sistema. Oltre a questo, ci sono questioni legali, l'uso dell'applicazione dovrebbe rimanere facoltativo, secondo la legge. Inoltre, un comitato presieduto dal consigliere nazionale dell'UDC vallesano Jean-Luc Addor, ha lanciato un referendum contro la base giuridica dell'applicazione. Gli iniziativisti temono una "dittatura digitale".

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