Sport, 07 luglio 2020

Sbarcò con un barcone in Italia: ora ha fatto piangere l’Inter. La storia di Juwara

Il 18enne originario del Gambia domenica ha punito i nerazzurri segnando col Bologna il suo primo gol in Serie A e la sua storia sta facendo parlare un po’ tutti

BOLOGNA (Italia) – Il primo gol in Serie A – o in qualsiasi altro campionato professionistico – non si scorda mai e sicuramente Musa Juwara difficilmente si scorderà quanto avvenuto domenica scorso sul manto erboso di San Siro. L’attaccante del Bologna, classe 2001, infatti ha siglato il suo primo gol nel massimo campionato italiano; lui che giunse in Italia il 10 giugno 2016 a bordo di uno dei tanti barconi che ogni estate attraversano il Mediterraneo in cerca di fortuna e speranza.

Il 10 giugno 2016, appunto, l’attaccante gambiano attraversò il mare che separa la sua Africa dall’Europa, da solo, senza genitori. La sua imbarcazione venne assistita dall’ONG  Fgs Frankfurt, prima di sbarcare in Sicilia.

La sua storia, da quel momento in poi assomiglia a quella di tanti altri profughi che arrivano nel Vecchio Continente in cerca di quella buona sorte che
nei loro Paesi, spesso e volentieri, viene meno. Portato in Basilicata inizia a svolgere qualche piccolo lavoretto per mantenersi, prima di essere adocchiato dalla Virtus Avigliano, dove iniziare a giocare a calcio con regolarità e prima di essere adottato da Vitantonio Summa che ne diventa anche tutore legale.

I suoi dribbling, il suo tiro, la sua velocità attirano le attenzioni di grandi club, primo fra tutti il Chievo Verona, per poi essere acquistato dal Bologna nel 2019 per 500'000 Euro. E così, dopo aver firmato 1 anno fa il suo primo vero contratto da professionista con i felsinei, domenica è arrivata la sua prima rete in Serie A, quella che ha pareggiato la rete di Lukaku, quella che ha mandato in crisi totale l’Inter di Antonio Conte, quella che poi ha preceduto il sigillo della vittoria firmata – ma guarda un po’ – da un altro, gambiano, Musa Barrow…

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