Svizzera, 30 maggio 2020

Riceve una rendita da vedova per sbaglio, dopo cinque anni le chiedono di restituire tutto

Una svista piuttosto clamorosa commessa dalla Cassa svizzera di compensazione (CSC) emerge da una recente sentenza del Tribunale amministrativo federale, pubblicata ieri.

Nel 2014 la CSC aveva deciso di erogare in favore di una cittadina svizzera residente in Italia una rendita vedovile, il cui importo era stato calcolato in funzione della durata di contribuzione del defunto coniuge.

Tutto era filato liscio fino al novembre 2019, quando in occasione di un controllo la CSC aveva appurato che in realtà il defunto coniuge della cittadina svizzera non era mai stato registrato all’AVS e quindi non aveva mai versato alcun contributo. Erano però stati erroneamente stati registrati a suo nome dei contributi AVS di un’altra persona ed è in base a questi che era stata calcolata la rendita vedovile.

La CSC ha quindi chiesto alla donna di restituire le rendite versatele a torto. La CSC le ha altresì segnalato che la legge prevede il condono parziale o totale della somma da rimborsare se la riscossione è stata effettuata in buona fede e la restituzione dovesse rappresentare un onere troppo importante,
qualora venga presentata una domanda di condono motivata.

Il 27 dicembre 2019 la donna si è opposta alla restituzione della rendite, chiedendo che venisse annullata. Il 21 gennaio 2020 la CSC ha però respinto l’opposizione della donna, confermando la propria decisione di novembre. Le è comunque stato concesso un mese di tempo per presentare una domanda di condono motivata.

Ma la donna invece di presentare una domanda di condono ha fatto ricorso al Tribunale amministrativo federale. Nel ricorso la cittadina svizzera ha chiesto “l’annullamento della restituzione in quanto ho percepito questa pensione di reversibilità, calcolata e stabilita da voi, in buona fede e la mia situazione economica non mi permette que-sto ulteriore aggravamento”.

Ma il TAF ha ritenuto che, non essendosi il CSC ancora espresso in merito a un eventuale condono, non fosse possibile entrare nel merito di un ricorso relativo alla sola restituzione. I giudici hanno quindi trasmesso il ricorso alla CSC, affinché esamini se vi siano le condizioni per concedere alla donna un condono parziale o totale.

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