Ticino, 30 marzo 2020

Lo sfogo di una Guardia di confine: "Non vietateci la mascherina"

*Dal Mattino della Domenica. Di Lorenzo Quadri

Se l’obiettivo è quello di fare tutto il possibile per contenere il contagio da coronavirus, allora le mascherine vanno utilizzate eccome. Ed infatti i professionisti che sono a contatto con il pubblico (non solo il personale sanitario, ma anche cassieri, farmacisti, poliziotti, eccetera) le portano. Qualcuno invece non le indossa. Non perché non vuole, ma perché non gli è permesso. Questo qualcuno sono le guardie di confine.

 

La preoccupazione

 

“I nostri superiori ci impediscono di portare la mascherina - racconta una guardia al Mattino -. Ci sono colleghi che l’hanno indossata sul posto di lavoro e gli è stata fatta togliere. Le proteste dei sindacati non vengono ascoltate. Io sono molto preoccupato. Sia per me che per miei familiari, consapevoli che durante la giornata sono a contatto con persone in arrivo dalla Lombardia, e sappiamo com’è lì la situazione sul fronte coronavirus. Così la mascherina la indosso in casa per la sicurezza di mia moglie e dei miei figli. So che portare la mascherina non è una garanzia di rimanere sani o di non contagiare nessuno. Ma è chiaro che serve a diminuire il rischio, e allora mi chiedo perché non permetterci di tutelare noi stessi e gli altri”.

 

Problemi sul lavoro e fuori

 

In questo momento chi svolge un lavoro a contatto con il pubblico è sottoposto a maggiore stress a causa del pericolo di contagio. “ Vietarci le mascherine - prosegue il nostro interlocutore -peggiora il clima di lavoro, ed a molti colleghi crea problemi anche in famiglia. Ma anche gli utenti si meravigliano che non indossiamo la mascherina, abbiamo ricevuto varie lamentele al proposito. E ricordo che a Stabio, al posto guardie di confine, ci sono stati vari casi accertati di covid-19”.

 

A far arrabbiare il nostro

interlocutore, il fatto che tutti gli altri organi di controllo hanno la possibilità di portare la mascherina. “Gli agenti di polizia la portano, anche durante le pattuglie in macchina”. Già, perché queste rappresentano un problema ulteriore:“nell’auto si è in due, e la distanza sociale non è certamente data. E’ chiaro che in queste condizioni il diffondersi del virus è garantito”.

 

Perfino i privati…

Un paio di settimane fa, proprio su queste colonne, abbiamo raccolto la protesta delle cassiere dei supermercati alle quali la dirigenza non permetteva di portare le mascherine “per motivi di immagine”. Nel giro di qualche giorno, la situazione è cambiata ed oggi nei supermercati sono state prese varie misure a tutela del personale: mascherine, guanti, schermi in plexiglas davanti alle casse, l’esortazione all’utenza a pagare con carte di credito onde evitare alle cassiere di maneggiare soldi, obbligo alla clientela di disinfettarsi le mani all’entrata, eccetera. I supermercatisono aziende private. E’ dunque sorprendente che la Confederazione, in qualità di datore di lavoro, non garantisca le stesse misure di sicurezza ai propri dipendenti che si trovano al fronte.

 

“Sappiamo che l’Ufficio federale di sanità ritiene che le mascherine debbano essere appannaggio di chi è attivo nel settore sanitario - conclude il nostro interlocutore - ma questo non significa, e non può significare, che agli altri sia proibito usarle. Lo stanno facendo tutti, in particolare tutti quelli che come noi hanno funzioni di controllo. Dicono che le mascherine sono utili solo se si è malati per non contagiare gli altri ma, per quel che ne so, io stesso potrei essere positivo al covid senza avere sintomi, e quindi costituire un pericolo per colleghi ed utenti. Insomma, lasciateci indossare la mascherina!”.

*Edizione del 29 marzo 2020


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