Ticino, 16 marzo 2020

"Bellinzona deve diventare un polo sanitario riconosciuto a livello federale"

Oggi a presentarsi è Luciano Milani, candidato al Consiglio comunale di Bellinzona, che il prossimo 5 aprile cercherà di conquistare un mandato nel legislativo della capitale.

Signor Milani, si può presentare brevemente?

Mi chiamo Luciano Milani, Lucio per gli amici. Sono nato il 14 febbraio 1965 e da sempre vivo a Bellinzona, la città che amo e per cui sono pronto a lavorare in prima persona. Di formazione meccanico di Macchine Agricole, attualmente lavoro come Conduttore impianto Termico al termovalorizzatore di Giubiasco. Una sfida che ho colto nel febbraio 2009 dopo 20 anni alle dipendenze dei servizi comunali della vecchia Turrita, di cui serbo ancora tanti bei ricordi.

Per molti anni sono anche stato attivo nei Samaritani e nel corpo Pompieri cittadino. Esperienze che mi hanno insegnato il valore del volontariato, della solidarietà (fondamentale in una società come la nostra) e dello spirito di squadra, e riboccante di episodi che mi hanno segnato umanamente, primo fra tutti il terribile incendio nel tunnel del San Gottardo nel 2001.

Vivo a Bellinzona con la mia compagna Fiorella e ho due figli: Laura, la primogenita di 32 anni, e Stefano, 29. Come a molte persone, pure a me piace viaggiare e scoprire posti nuovi, ma apprezzo anche sempre il fatto di tornare a casa, vicino alle mie certezze e alle persone care. Sono un buongustaio sebbene astemio, allo sport preferisco la televisione ma non disdegno attività all’aria aperta, anzi! Mi piace passeggiare e quando posso partecipo volentieri agli eventi organizzati in città e nel resto del Cantone. Occasioni in cui non passo certo inosservato: se c’è una cosa che la gente ha sempre notato di me è la mia stazza/altezza. Ma come dice il detto: can che abbaia…

Quali sono, a suo avviso, le priorità di Bellinzona?

Bellinzona sta vivendo un momento di grandi cambiamenti e mai come oggi occorrono visioni a medio-lungo termine. In questa loro prima legislatura breve, Municipio e Consiglio comunale hanno sicuramente saputo dare forma e sostanza alla nuova realtà aggregata, ma con un approccio forse più burocratico-amministrativo che politico.

È quindi arrivato il momento di tornare a progettare con coraggio. A tal proposito, una cosa che vorrei subito proporre è la gratuità dei trasporti pubblici. La nostra bella regione non può scomparire nella morsa del traffico: scene che un tempo si immortalavano solo negli orari di punta ora sono la norma e a mio modo di vedere il solo potenziamento dei mezzi non basta per spingere le persone verso una mobilità più sostenibile. Ne gioverebbero anche il turismo e i nostri commerci, che sappiamo essere sempre più in affanno a causa della concorrenza estera e online.

Ricordiamoci poi che ai sensi della nuova legge sui negozi anche il centro cittadino è considerato una zona turistica: ciò significa che gli orari di apertura potrebbero essere prolungati anche la sera e nei festivi in concomitanza di manifestazioni, una grande opportunità che però può essere colta solo grazie a un lavoro congiunto tra commercianti e autorità politiche.

Più a lungo termine, invece, prioritario sarà progettare il sedime delle ex Officine coinvolgendo tutta la popolazione, in modo da poter restituire alla cittadinanza spazi pubblici di qualità e non solo palazzi e uffici. Altro tema importantissimo: il nuovo ospedale per far diventare ancor più Bellinzona, che già vanta sul suo territorio eccellenze come lo IOSI o l’IRB, un polo sanitario riconosciuto a livello federale. Per quanto riguarda invece le piccole cose, anche loro fondamentali, mi piacerebbe che la piscina comunale fosse gratis per i pensionati.

Un modo per incentivarli a muoversi e a non isolarsi. Chiaro, per realizzare determinate visioni occorrono soldi e qui arriviamo a un aspetto fondamentale: occorre una gestione più sensata e meno scellerata dei soldi pubblici. Episodi come il buco dei castelli non devono più succedere, crediti per coprire le perdite del Teatro sociale vanno ripensati attentamente in base alle priorità.


Per finire, ci dica perchè i bellinzonesi dovrebbero votarla.

Mi metto in gioco per contribuire a rivedere le priorità della città sulla base delle necessità dei cittadini, per far crescere la nostra realtà ricordando però sempre che Bellinzona è e deve restare prima di tutto una città a misura d’uomo.

Mi candido proprio perché grazie ai miei lavori, all’esperienza come pompiere e al mio carattere socievole penso di aver acquisito da vicino quelli che sono i veri bisogni della cittadinanza: avere un lavoro certo, la possibilità di conciliare il lavoro con la famiglia, muoversi in una città senza troppe macchine, potersi divertire.

Mi presento perché troppo spesso la politica pensa ai propri interessi e a quelli degli amici dimenticandosi di noi gente comune, alla quale, se ad aprile sarò eletto in consiglio comunale, prometto di dar sempre voce.


kc

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