Sport, 05 marzo 2020

Hofmann e il Coronavirus: “I playoff? Difficile che si disputeranno”

L’attaccante dello Zugo si è espresso in merito alla situazione che stiamo vivendo: “La salute è la cosa piu importante e nessuno vuole disputare la post season a porte chiuse”

ZUGO – Ha chiuso la sua prima regular season a Zugo col casco giallo, mettendo a referto 24 reti e 23 assist. 47 punti in totale che hanno dimostrato, se ancora ce ne fosse bisogno, non solo tutte le sue doti e qualità, ma la bontà della scelta di abbracciare la causa dei Tori: Gregory Hofmann questa sua prima stagione alla Bossard Arena se la ricorderà molto bene, anche per quanto sta avvenendo nelle ultime settimane nel mondo e in Svizzera. Il Coronavirus, infatti, sta limitando anche lo sport nel nostro Paese e il futuro resta incerto: “Non si sa come si svilupperà questa situazione, per ora abbiamo una data in cui i playoff dovrebbero partire e il nostro primo obiettivo è quello di arrivare al 17 marzo pronti – ha esordito l’ex numero 15 del Lugano – Ovviamente abbiamo un po’ più di tempo di quanto sapevamo a inizio stagione per prepararci e ne possiamo approfittare per recuperare gli infortunati e superare qualche acciacco fisico, ma è tutto davvero strano…”.

In effetti per capire cosa accadrà dovremo aspettare, forse, il 13 marzo…
Il non sapere cosa accadrà è senza dubbio la cosa più difficile da gestire. Noi ci stiamo allenando con intensità e quando sei sul ghiaccio cerchi di dimenticare ciò che sta avvenendo, ma a pattini fermi… il pensiero ritorna e ti preoccupi anche di chi ti sta attorno, per i tuoi cari o per chi è ammalato.

Qual è la tua sensazione? Cosa accadrà in merito ai playoff?
La vedo difficile, la vedo complicata. Non credo che la situazione possa migliorare nell’arco di due settimane, non sappiamo come si svilupperà il contagio e questa pandemia. Inoltre la maggior parte delle squadre non vogliono disputare i playoff a porte chiuse, senza pubblico e io sono d’accordo con questa posizione. Certo un club probabilmente pensa di più all’aspetto economico, ci mancherebbe, visto che con le porte chiuse verrebbero meno entrata e introiti importanti, mentre i costi resterebbero praticamente gli stessi, ma io guardo più che altro alle emozioni: senza tifosi, in casa così come in trasferta, è davvero pazzesco.

Niente post season, quindi. La sensazione è quella…
Cerco di essere positivo, di pensare positivo, ma ovviamente non sono un esperto in materia e non so come potranno andare le cose. Ma è innegabile che senza pubblico è complicato, anche dal lato emotivo: le emozioni devi andarle a cercare da altre parti, per esempio dentro
di te.

E se dovessero decidere di giocare playoff e playout a porte chiuse?
Se decidessero così bisogna accettarlo e ci faremo trovare pronti, quello è così. Sicuramente non ne varrebbe la pena perché praticamente nessuno vuole questo, ma se dovessero decidere questo ci sarà un motivo. Magari perché in Svizzera i casi sono ancora limitati.

Niente playoff: sarebbe la prima volta dalla stagione 1985-86…
Questo spiega ancora di più l’anno pazzesco che stiamo vivendo, la situazione particolare che stiamo attraversando, ma ripeto… dovremo accettare ciò che verrà deciso. Nonostante quello che abbiamo vissuto contro il Langnau, a Zurigo, così come penso nel derby ticinese e in Berna-Friborgo sia stato qualcosa di incredibile.

A proposito di hockey, a proposito di playoff: ti ha sorpreso di più l’esclusione del Berna o la qualificazione del Lugano?
In assoluto il passo falso del Berna:erano i campioni in carica, a tre giornate dalla fine avevano il loro futuro in mano…. Ma questo è l’hockey.

E il Lugano?
I bianconeri con Pelletier hanno trovato gioco e punti, Klasen ha ricominciato a giocare come sa. Vero, alla fine hanno rischiato di non farcela, ma sbaglio o a inizio 2020 sono stati per un mese la miglior squadra come punti conquistati?

Verissimo: ma i giochi veri iniziano ora. O almeno così si spera…
È veramente difficile parlare di playoff, di futuro e di hockey. C’è davvero tanta tristezza anche nella vita quotidiana di tutti i giorni: ti svegli e non sai mai cosa potrà capitare entro sera. È davvero pazzesco, ma non dobbiamo dimenticarci che la cosa più importante è la salute non solo dei giocatori, ma dei cittadini in generale. Tutta questa situazione sta portando a dei danni economici importanti, anche se c’è un quesito che continuo a pormi…

Quale?
Come mai in alcuni Paesi, come Spagna, Inghilterra, Germania e Francia si continua a giocare a porte aperte? Anche nello stesso calcio? Eppure di casi ne hanno anche loro e sono convinto che nelle prossime settimane il numero dei contagiati aumenterà.

Per fortuna che al momento non c’è nessuno sportivo positivo al Coronavirus…
In quel caso potremmo chiudere già adesso il campionato, abbandonare ogni speranza di giocare. Hockey, calcio o basket che sia…

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