Sport, 03 marzo 2020

Coronavirus. L’hockey si ferma: la prima (e forse non ultima) scelta azzeccata

I playoff e i playout dovrebbero ricominciare il 17 marzo, ma tutto dipenderà dall’evolversi della situazione del virus

LUGANO – Il primo, ovviamente, a prendere provvedimenti dopo l’arrivo del Coronavirus in Svizzera è stato il Consiglio Federale che settimana scorsa ha deciso di chiudere le porte a tutti gli avvenimenti che potevano prevedere più di 1000 partecipanti: Carnevali sospesi, partite di calcio rinviate e ultime due giornate della regular season di hockey a porte chiuse. Se le prime due decisioni, specie la prima, avevano fatto storcere il naso a diversi e sollevato polveroni importanti, la terza presa di posizione ha “regalato” ai pochi che hanno potuto varcare i cancelli delle piste elvetiche degli scenari davvero da brividi.

“Giocare i playoff senza pubblico non ha senso, meglio annullarli”. Sono state queste le parole più usate nei corridoi delle piste di tutta la Svizzera, compresa la Cornèr Arena al termine del derby andato in scena sabato sera. In effetti togliere il pubblico, togliere il calore dei supporters, eliminare i loro cori significa sottrarre allo spettacolo un qualcosa di importante… figuriamoci cosa potrebbe significare con avere la cornice del grande evento durante la fase cruciale della stagione hockeystica.

Anche per questo ieri la Lega hockey ha preso la decisione più saggia che potesse prendere, fermando il campionato, fermando i playoff almeno fino al 15 marzo, ovvero quando terminerà il divieto decretato dal Consiglio federale. Le conseguenze di tale decisione sono due: la regular season della National League e della Swiss League – playoff e playout – riprenderanno il prossimo 17 marzo, ma il tutto è vincolato a cosa deciderà il Consiglio federale entro quella data.

Ebbene sì, perché quella presa ieri dalla Lega è stata una prima decisione che potrebbe nasconderne un’altra: l’annullamento della post season o la sua disputa a porte chiuse. Il prossimo 13 marzo si terrà una nuova riunione a Ittingen per decidere definitivamente il da farsi. Se l’emergenza Coronavirus dovesse continuare e allargarsi, quasi sicuramente il Consiglio federale dovrà prorogare la sua prima decisione: lo sport ne subirebbe ancora le conseguenze e con i Mondiali alle porte di tempo non ce ne sarebbe per un ulteriore rinvio.

Tra quarantene, tra un panico forse esagerato e una pandemia che sembrerebbe pronta a scoppiare, ci ricorderemo a lungo di questa stagione 2020/21. Sperando di non ricordarcela come quella che non ha assegnato il titolo al termine dei playoff.

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