Sport, 24 febbraio 2020

Incubo playout: quando Lugano e Berna hanno battagliato per altro

La sfida di sabato sera ha messo in chiara difficoltà i bianconeri che, in passato, con gli Orsi si sono giocati titoli e non solo

LUGANO – Lugano vs Berna, Berna vs Lugano: una classica del nostro massimo campionato. Come Davos-Zurigo oppure Berna-Davos, o ancora Lugano-Davos. Sfide mai banali (e memorabili) fra autentiche potenze del nostro movimento, fra società che rincorrono la leadership nazionale con budget importanti o idee innovative. Solo il Kloten, nell’era moderna e lo Zugo hanno interrotto questa egemonia. Lugano-Berna, che sabato si sono affrontate alla Corner Arena, nella sfida che ha forse sancito la fine dei sogni per i bianconeri, hanno scritto le pagine probabilmente più “vivaci” degli ultimi trent’anni con partite al fulmicotone, spesso polemiche e tirate. Ne ricordiamo 5 (e non solo le finali). La maggioranza di esse sono state vinte dal Berna, con qualche rammarico bianconero, soprattutto per quelle perse in casa e alla “ bella”.

11 marzo 1989: Renato Tosio intrattabile
Il Berna non vince un titolo dal 1979. Allenatoregiocatore Xaver Unsinn, futuro CT della Nazionale tedesca. Poi solo delusioni e pure una relegazione fra i cadetti (1982). Il club ha voglia di riscatto e grazie anche ad importanti innesti economici, nel 1988 si presenta ai nastri di partenza con lo scopo di interrompere l’egemonia del Lugano slettvolliano. Ci riuscirà, vincendo la finale grazie al colpaccio realizzato alla Resega (2-4 in gara 5). Protagonista il portiere cresciuto nel Coira, Renato Tosio, contro il quale a nulla possono gli attaccanti bianconeri. Si mette in luce l’ex leventinese Peter Jaks, che l’anno prima aveva vinto il suo unico titolo con l’HCL. Ma non basta. Fra la delusione totale dei tifosi bianconeri, il Berna torna ad essere campione. La partita vive su un canovaccio semplice ma spietato: Lugano in avanti e ospiti a difendersi. Con Tosio che fa la differenza.
 
10 marzo 1990: Il sigillo di Bertaggia
L’era Slettvoll sta per finire: il blocco storico comincia a denunciare le prime crepe. Johansson e Waltin, eroi della prima ora, non ci sono più. A sorpresa, a stagione inoltrata, Fausto Senni direttore sportivo “vecchio stampo” si assicura i servizi di un giocatore nippocanadese, tale Steve Tsujura per sostituire lo sfortunato Lane Mc Donald. Non un gran curriculum, avvisano gli scettici. E poi è un giapponese… E invece sarà la mossa vincente dei bianconeri,
che si presentano a Berna a gara-5 (allora si giocava il best of five) per chiudere la serie. Di fatto è proprio il vivace e guizzante Tsujura a dettare tempi e ritmi della sfida. A chiuderla, a porta vuota, ci pensa poi Sandro Bertaggia, padre di Alessio, nei secondi finali. Stavolta Tosio non fa i miracoli dell’anno precedente. Lugano campione, nell’arena bernese, che allora si chiamava Allmend.
 
20 marzo 2001: Il rigore di JJ Aeschlimann
Semifinali 2000/2001. Il Lugano, che punta al titolo perso malamente nella stagione precedente, affronta il sempre temibile Berna.
La serie è sul 3-2 per i bianconeri e l’equilibrio, come spesso succede nelle sfide fra queste due squadre, è grande. Si gioca all’allora Allmend, pista esaurita (presenti almeno mille tifosi ticinesi). L’equilibrio regna, gli ospiti rispondono colpo su colpo. A questo punto s’impongono i rigori visto che nemmeno l’overtime divide le contendenti. Dopo una serie in bianco, ecco che tira lo svedese degli Orsi Johansson.
Ma il suo tiro è impreciso. Ora tocca a JJ Aeschlimann, il quale prima di andare in mezzo al ghiaccio si rivolge a Oliver Keller, suo compagno di squadra, è dice: “Abbiamo vinto”. Se segna il Lugano passa. E in effetti l’ex nazionale non tradisce e l’HCL va in finale. “Ancora oggi quelle parole rivolte al mio compagno mi spaventano” dirà poi il mitico JJ.
 
11 aprile 2004: Weber zittisce la Resega
Ancora oggi gli appassionati si ricordano di quella sfida. Secondo gli osservatori la più bella dal 1986, da quando è stato introdotta la formula dei playoff. Gara-5 è spettacolare, emozionante, tesa, avvincente: i bianconeri, in costante affanno di fronte ad un avversario molto fisico, riescono a portarla all’overtime a soli 32 secondi dalla sirena finale. Maneluk (con il portiere locale Rüeger in panchina) riceve un disco d’oro da Nummelin e batte l’incolpevole Bührer. Tutto da rifare. Ma ormai si vede che i ragazzi di Larry Huras hanno speso tantissimo nella loro rimonta e nel tempo supplementare il Berna è decisamente più attivo. E così a sei minuti dai rigori, ecco che Marc Weber sfugge ai difensori luganesi e segna la rete della vittoria.
“Non ho nulla da rimproverare ai miei giocatori” dirà a fine gara un deluso Larry Huras. Partita memorabile: per i bianconeri, che dimostrarono coraggio e tempra, comunque una beffa.
 
12 aprile 2016: L’erroraccio di Ulmer
l Berna si qualifica per il rotto della cuffia ai playoff (a spese dell’Ambrì Piotta).
Sulla sua panchina non c’è più Guy Boucher, tecnicogentiluomo, ma Lars Leuenberger, che mai aveva diretto una squadra della massima serie. Il Lugano è guidato da Doug Shedden subentrato in corso d’opera a Patrick Fischer. La squadra raggiunge dopo 10 anni la finalissima e la serie parte bene con un successo interno (5-4). Poi però esce fuori la superiorità fisica degli Orsi che il 12 aprile sbancano la Resega (gara-5) al termine di una partita intensa ed emozionante, che in pratica va agli archivi a meno di dieci minuti dalla fine quando Ullmer, che aveva colpito poco prima un palo, regala a Roy il disco del definitivo 2-3. A nulla serve il rush finale dei bianconeri e il Berna diventa campione per la 14esima volta. I bianconeri recriminano per l’arbitraggio e Shedden dichiarerà: “ Se volevano regalare il titolo al Berna potevano dircelo prima”.

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