Svizzera, 19 febbraio 2020

Svizzeri, giù dal pero: "Ve le diamo noi le prestazioni sociali ai figli residenti all’estero degli asilanti"

*Dal Mattino della Domenica. Di Lorenzo Quadri

Ma allora è proprio vero che, grazie alla partitocrazia multikulti e spalancatrice di frontiere ed ai legulei che quest’ultima ha piazzato nel Tribunale federale (cadreghe assegnate con la logica del mercato del bestiame), la Svizzera è diventata il paese del Bengodi per tutti i migranti economici che vogliono MUNGERE il nostro Stato sociale, finanziato con i soldi delle nostre imposte! Poi i politicanti che hanno autorizzato l’assalto alla diligenza hanno ancora il coraggio di blaterare che la socialità elvetica spende troppo, e quindi gli svizzerotti devono tirare la cinghia ed andare in pensione a 67 anni? Che tolla!
 

Sentenza che grida vendetta
 

L’ultima decisione dei legulei del Tribunale federale (TF) che grida vendetta riguarda il diritto alle complementari dell’AI per i figli residenti all’estero (!) dei finti rifugiati. Accade infatti che un migrante economico del Ciad che ha ottenuto lo status di rifugiato nel 1994 e che dal 2005 percepisce una rendita AI (quindi questo signore africano vive sulle spalle del contribuente da ben oltre un quarto di secolo; ci piacerebbe poi sapere quali sono i motivi della rendita AI: non saranno mica “problemi psichici” o “mal di schiena”?) nel 2016 ha pensato bene di chiedere il versamento delle complementari da parte dell’Assicurazione invalidità alle sue due figlie avute fuori dal matrimonio, le quali vivono in Francia con la madre.
 

Avanti, tutto il parentado a carico degli svizzerotti fessi che sborsano e tacciono! E che magari accettano pure di venire additati come “razzisti”!
 

Poi ci chiediamo come mai il solo Ticino spende annualmente 50 milioni di Fr per mantenere stranieri in assistenza, cifra che è raddoppiata nel giro di appena otto anni (vedi il Mattino della scorsa domenica)! Anche ai figli (cittadini stranieri) che vivono all’estero di finti rifugiati, frutto di relazioni extraconiugali, dobbiamo versare prestazioni sociali! E’ il colmo!
 

Sempre più pretese
 

L’Ufficio invalidità di Berna aveva giustamente rifiutato di versare le prestazioni pretese, ma il migrante economico del Ciad non ha accettato la decisione. Quindi è andato fino al Tribunale federale, il quale gli ha dato ragione!
 

Ma guarda un po’ questi finti rifugiati: non contenti di essere stati accolti in Svizzera, di aver munto ad oltranza per decenni lo Stato sociale finanziato dal contribuente elvetico e di continuare a mungerlo, invece di mostrare la doverosa riconoscenza, non appena si vedono respinta una qualche pretesa alzano la cresta e presentano ricorsi su ricorsi!

Solo diritti (sempre di più) e nessun dovere! E chi paga gli avvocati? Forse ancora il solito sfigato contribuente? “Magari” con dietro la regia del soccorso ro$$o di turno?
 

Ohibò, qui c’è gente da rimandare per direttissima al natìo paesello! Poi vediamo quali prestazioni sociali per figli che vivono all’estero è disposto a versare il Ciad!
 

Mozione leghista in arrivo
 

Il bello è che il “Decreto federale sullo statuto dei rifugiati nelle assicurazioni sociali” prevede che i figli, per partecipare alle complementari AI dei genitori, devono risiedere in Svizzera. Poiché però agli svizzeri ciò non viene richiesto, ecco che arrivano i legulei multikulti del TF a stabilire che non si può (“sa po’ mia!”) differenziare! Tutti devono avere “gli stessi diritti di sicurezza sociale”! Perché così prevedrebbe la Convenzione di Ginevra del 1955 (sic) e non ci sarebbero indicazioni (?) che il legislatore elvetico abbia voluto stabilire un’eccezione per gli asilanti!
 

Qui qualcuno non ha capito da che parte sorge il sole. “Stessi diritti” un piffero! Ci mancherebbe che gli svizzeri non fossero favoriti nell’accesso allo Stato sociale che hanno finanziato, rispetto ai migranti economici che vi hanno solo attinto a piene mani! “Prima i nostri” anche nella socialità!
 

E’ quindi in arrivo la mozione leghista a Berna che chiede di “stabilire l’eccezione” testé citata!Anche perché dal 1955 (data della Convenzione di Ginevra) è cambiato il mondo. A quei tempi l’immigrazione clandestina di massa che conosciamo oggi era ancora al di là da venire! Vedremo chi, nella partitocrazia, si opporrà alla proposta!
 

Giù dal pero!
 

Ci piacerebbe proprio sapere quali altri Stati riconoscono simili prestazioni sociali a figli di rifugiati che vivono all’estero! Siamo proprio diventati il Paese del Bengodi per tutti gli approfittatori stranieri: ringraziamo i politicanti ed i legulei della casta!
 

Del resto solo la scorsa settimana abbiamo appreso che il medicastro di turno si opponeva all’espulsione di un delinquente straniero (di Capoverde) con la seguente, illuminante motivazione: “Non posso immaginare che questo paziente possa cavarsela da solo in un altro paese che non sia la Svizzera”. Più chiaro di così!
 

Cosa aspettiamo a scendere dal pero? Chiudere i rubinetti!

*Edizione del 16 febbraio 2020


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