Ticino, 30 gennaio 2020

Alloggio: "l'iniziativa rossa danneggerebbe il Ticino"

*Dal Mattino della Domenica. Di Lorenzo Quadri

Tra i temi in votazione il prossimo 9 febbraio figura anche l’iniziativa sull’alloggio, denominata “più alloggi a pigione accessibile” e lanciata dai $inistrati. Il titolo dell’iniziativa è ingannevole. Vende lucciole per lanterne. Più aderente alla realtà sarebbe stato qualcosa sul genere: “più alloggi finanziati dal contribuente dove non ce n’è la necessità, e che spesso non vanno nemmeno a beneficio di persone con redditi bassi”.

 

L’iniziativa dell’Associazione inquilini (ASI) è rigida, dirigista ed antisvizzera: ad immagine del P$$, di cui l’ASI è una succursale. In effetti, l’iniziativa vorrebbe – quale prima e principale richiesta - che in Svizzera almeno il 10% di tutte le nuove abitazioni appartenessero a committenti di utilità pubblica, in genere delle cooperative d’abitazione. Quando si dice l’economia pianificata!

Differenze regionali

La pretesa di imporre quote fisse uguali in tutta la Svizzera è assurda econtroproducente. Il mercato immobiliare non è uniforme in tutta la Confederazione. La situazione di Zurigo o di Ginevra non può essere paragonata a quella di una valle discosta dove non c’è un problema di affitti elevati e dove costruire alloggi di cooperative sarebbe un non senso. Proprio questo non senso verrebbe imposto, a suon di denari del contribuente, dall’iniziativa, se dovesse passare. Perché essa non tiene per nulla in considerazione le diversità regionali.

In Ticino sappiamo di essere confrontati con uno sfitto da record, con tanto di bolla immobiliare imminente. Imporre ulteriori edificazioni là dove non ce n’è bisogno non farebbe che peggiorare la situazione.

L’alternativa c’è

Non bisogna nemmeno pensare che respingere l’iniziativa significhi non fare nulla. La costruzione di “abitazioni a scopi di utilità pubblica” è già prevista dalla Costituzione federale, all’articolo 108. E questa disposizione non è lettera morta, a differenza dell’articolo 121 a, quello sui contingenti all’immigrazione e sulla preferenza indigena. Infatti la costruzione di abitazioni a scopi di utilità pubblica è concretizzata tramite il cosiddetto fondo di rotazione, al quale le cooperative di abitazione possono chiedere dei prestiti. Tale fondo dispone attualmente di un capitale di 510 milioni. Il controprogetto all’iniziativa sull’alloggio prevede di dotarlo di ulteriori 250 milioni. Ma perché questo accada l’iniziativa deve venire respinta.

Grazie al fondo di rotazione “accresciuto” le cooperative di abitazione potranno inserirsi sul mercato dove ce n’è reale necessità.

Redditi bassi?

In Ticino la percentuale di alloggi di proprietà di cooperative di abitazione naviga tra lo zero ed il 2%. Dalle nostre parti, la stessa figura della cooperativa d’abitazione è poco diffusa;verosimilmente per una questione di mentalità. Di conseguenza, se passasse la quota obbligatoria del 10% ovunque, da un lato occorrerebbe costruire cinque volte di più (!) e dall’altro, se non ci sono le cooperative, quale ente di utilità pubblica dovrebbe subentrare lo Stato, ovvero il Cantone ed i Comuni. Naturalmente con soldi del contribuente. Il quale si vedrebbe – poco ma sicuro – aumentare le imposte. Dettaglio non trascurabile: il fatto che un alloggio sia di proprietà di un ente di utilità pubblica ancora non vuole dire che gli inquilini siano persone di modesti mezzi economici. Non è raro che questi alloggi vengano occupati da persone con redditi medio-alti. Ma è normale che il contribuente finanzi, con i soldi delle proprie imposte, abitazioni di presunta utilità pubblica dove non servono, e che in buona parte non vanno neppure a beneficio di persone abbienti? E questo quando lo sfitto è alle stelle?

Chi paga?

Per non parlare dell’altra disposizione, prevista dall’iniziativa, secondo cui i lavori di miglioria, se beneficiano – anche in piccola parte! – di contributi statali (in particolare per il risanamento energetico), non potranno più giustificare aumenti d’affitto. Il risultato di questa bella pensata sarà, semplicemente, che tanti padroni di casa non procederanno ai risanamenti. E che i $inistrati dell’ASI non tentino di farci credere che vogliono tutelare il borsello degli inquilini. Il loro partito di riferimento, ossia il P$$ - ormai completamente supino davanti all’isterismo climatico degli alleati verdi-anguria vuole gravare l’olio da riscaldamento con demenziali ecobalzelli. E su chi verranno scaricati i maggiori costi? Ovviamente, sugli inquilini!

Morale: il 9 febbraio votiamo NO ad un’iniziativa nociva, dirigista, costosa, antisvizzera e che farebbe solo danni.

*Edizione del 26 gennaio 2020

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